I “Carboncini” di Tocci in un libro

La scrittrice abruzzese presenta oggi la raccolta di articoli pubblicati sul Centro
PESCARA. E’ la varietà di soggetti la prima caratteristica che balza agli occhi in questi “Carboncini” di Patrizia Tocci, (Solfanelli Tabula Fati 2019, prefazione di Giovanni D’Alessandro) in tal modo battezzati quasi a sottolinearne la natura di abbozzo, o di immediato gettito grafico di un’ispirazione, da parte dell’autrice, romanziera, poetessa, giornalista, fotografa, originaria dell’Aquilano, che datempo vive a Pescara.
Un carboncino, una sanguigna, per secoli ha indicato nel mondo pittorico la prima forma di figurazione, quasi sempre programmaticamente consegnata a un’incompiutezza. Ma certo scorrendo questi Carboncini verrebbe da contraddire l’autrice, per la perfezione formale di ogni ritratto, dove i carboni si animano, divenendo braci. Le stagioni, la natura, gli affetti, l’infanzia, i ricordi, il lavoro, la riflessione sociale, tutto è fonte di ispirazione. Patrizia Tocci è autentica poetessa o scrittrice o traslatrice in codici grafici di moti dell’anima e della mente. I quali hanno in lei una caratteristica, d’essere immediatamente estroflessi, destinati a essere partecipati all’altro, ai lettori, come sono apparsi con continuità sulle pagine del Centro, in numero molto maggiore, per 2 anni, fino a pochi mesi fa. Nessun trattenimento. Nessun orpello. Questi pezzi nascono etimologicamente perfetti, sicché ogni altra loro rivisitazione li svilirebbe, o li trasformerebbe in qualcosa diverso, portando al rimpianto per la forma originaria. Sono piena forma prima di tradursi in parole. Dell’ispirazione che sta alla base di questi Carboncini, Tocci parlerà, nell’ambito del Fla, al Circolo Aternino, oggi alle 16, intervistata da Giovanni D’Alessandro.

