I mille volti della Resistenza nel Sud d’Italia

Presentazione domani a Palazzo Giustiniani per il volume dello storico pescarese Fimiani
Leggere la Repubblica di oggi nello specchio delle sue origini. È chiara la sinossi del volume “La partecipazione del Mezzogiorno alla Liberazione d'Italia (1943-1945)” «che, dentro l'evento fondante della Liberazione dalla guerra e dal nazifascismo, illumina per la prima volta nel suo complesso la partecipazione del Sud e dei meridionali alla Resistenza».
Curatore della prestigiosa pubblicazione, che sarà presentata domani, 28 febbraio, alle ore 15.30 nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, è lo storico pescarese Enzo Fimiani (1959), autore di oltre 150 titoli tra volumi, saggi e contributi, coordinatore del sistema bibliotecario d’Ateneo dell'università d'Annunzio di Chieti-Pescara, presidente del Conservatorio musicale di Pescara, dal 2012 cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica per le attività culturali.
Studioso attento e incisivo, Fimiani ha curato questo libro fondamentale, edito da Le Monnier, che giunge al termine di un percorso da tempo avviato dall’Associazione nazionale partigiani d'Italia con la collaborazione di altri studiosi legati alla rete dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia, intorno a due grandi questioni, al contempo storiche e civili, come spiega lui stesso: la partecipazione dei meridionali alla lotta di Liberazione e il grande tema della Resistenza, intesa in senso ampio nelle espressioni concrete, nei presupposti ideali e soprattutto nella sua dimensione nazionale. Alla presentazione, promossa dalla senatrice Silvana Amati, segretario di presidenza del Senato, partecipano Carlo Smuraglia, presidente nazionale Anpi, Paolo Corsini, vicepresidente commissione Esteri del Senato, gia docente di Storia moderna all’universita di Parma, Guido D'Agostino, presidente Istituto campano per la storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Eta contemporanea, Claudio Dellavalle, presidente Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della Societa contemporanea, assieme al curatore e alla presenza del presidente del Senato Piero Grasso.
La base fondamentale del volume è la progettazione di una ricerca storica vera e propria. Già nel corso del 2013, il presidente e i vertici dirigenti nazionali dell'Anpi avevano scelto di battere una strada per molti versi inedita rispetto a prassi precedenti, decidendo di partecipare al bando emesso dalla presidenza del Consiglio dei ministri per il 70° anniversario del 1943-’45 e costruendo il progetto di ricerca “Il contributo del Mezzogiorno alla Liberazione italiana”.
Nel 2014 si è così formato un gruppo di lavoro, composto da storici e ricercatori incaricati di avviare e condurre a termine lo studio, che ha iniziato sul campo il concreto svolgimento del progetto e lo ha concluso alla fine dell'anno. Il gruppo nazionale, coordinato da Fimiani, si è articolato su base territoriale: ne hanno fatto parte, rispettivamente per l'area del sud, nord e centro, come ricercatori Isabella Insolvibile, Chiara Donati e Toni Rovatti, come tutor Guido D'Agostino, Gabriella Gribaudi e Luca Baldissara.
Il volume è diviso in tre parti, la prima (Le premesse) contempla l'introduzione di Smuraglia – a cui sono affidate anche le conclusioni – e il saggio di Fimiani “Mezzogiorno e Liberazione: resistenze plurali, Resistenza nazionale”. La parte seconda (I saggi) si articola invece in quattro testi di Isabella Insolvibile, Chiara Donati e Toni Rovatti. Infine la terza parte (I contributi) prevede gli scritti di Guido D'Agostino, Claudio Dellavalle e Carlo M. Fiorentino.
«Questo volume potrà fare emergere anche questioni interpretative più delicate, legate in buona misura alle tante peculiarità locali tipicamente italiane», fa notare Fimiani. «Modi e tempi degli eventi resistenziali nei territori, prima e dopo l'8 settembre ’43, peso dei contesti locali, sociali, economici e politici, influenza delle due linee difensive tedesche, Gustav e Gotica, e della Repubblica sociale nel segnare ambiti e storie diverse rispetto a differenti aree della penisola, e molto altro ancora. I meridionali hanno svolto un ruolo decisivo, con le proprie opzioni di quei drammatici anni, nel ricomporre in unità tali specifiche pluralità», conclude Enzo Fimiani, «e lo hanno fatto scegliendo, partecipando in vario modo alla concreta opera contro il nazifascismo e contribuendo alla sua sconfitta».
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