I primi settant’anni della pappa al pomodoro

23 Agosto 2015

Il compleanno di Rita Pavone: è stata la regina delle hit parade a 45 giri e in tv l’idolo dei ragazzini grazie a Gian Burrasca

di ELISABETTA ARRIGHI

Giannino Stoppani , negli anni Sessanta, aveva sul piccolo schermo del primo canale della Rai, il volto punteggiato dalle lentiggini e i capelli rossi di Rita Pavone. Peccato che quella chioma fulva non si poteva ammirare: la tv di allora registrava e trasmetteva rigorosamente in bianco e nero. Per cui anche quel successone firmato dalla regista Lina Wertmuller (musiche di Nino Rota orchestrate da Luis Enriquez Bacalov, costumista il fiorentino Piero Tosi) che fu la trasposizione televisiva de “Il giornalino di Gian Burrasca”, al secolo, appunto,Giannino Stoppani, fummo costretti a seguirla in b/n (otto puntate il sabato sera, fra il dicembre 1964 e il febbraio del 1965), con Rita che indossava gli abiti “alla marinaretta” di un ragazzino terribile, toscanaccio nell’animo nonché di nascita, come l’autore del “Giornalino”, il mitico Vamba, alias il giornalista fiorentino Luigi Bertelli, che scrisse il libro in forma di diario nel 1907, per pubblicarlo sul Giornalino della Domenica fra il 1907 e il 1908, e in volume solo nel 1912. Così la “rivolta del venerdì contro la minestra fatta con la rigovernatura dei piatti” nel collegio diretto dalla signora Geltrude (interpretata da Bice Valori), si trasformò in tv nell’elegia della pappa al pomodoro, piatto toscano profumato e appetitoso. Con Rita Pavone che cantava a squarciagola “Viva la pappa col pomodoro”. Un brano-icona, che ha resistito al passare dei decenni (e citato anche da Umberto Eco in un saggio). Un testo mitico, come quelli di altre canzoni interpretate da quella che era una ragazzina esile, piccolina (Rita è alta un metro e cinquanta centimetri), soprannominata subito “Pel di carota”. Ebbene, quella ragazzina domani taglia il traguardo dei settant’anni di età, essendo nata a Torino il 23 agosto 1945. . E continua ad essere, a livello internazionale, un’icona pop, ex regina delle hit parade a 45 giri, proprietaria - nei Sessanta - di una Jaguar rosa che diventò presto un giocattolo molto ambito.

Rita, da sempre, è animata da un’energia incontenibile che all’epoca - mentre sul versante maschile “tirava” la voce di Gianni Morandi che cantava “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” e “Non son degno di te” - la portò a interpretare canzoni che sono entrate a far parte della storia del costume italiano. Ricordate “La partita di pallone” (allora si giocava solo di domenica e lei, Rita, gridava: perché, perché, la domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita...)? Oppure “Datemi un martello” (per “darlo in testa a chi non mi va”), versione italiana del brano “If I Had a Hammer” di Pete Seeger? Ma c’erano anche “Il ballo del mattone”, “Come te non c’è nessuno”, “Cuore”. E poi “Il geghegè”, “Fortissimo”, i film musicarelli che la videro sul set affiancata anche da attori come Giancarlo Giannini, Giulietta Masina e Terence Hill.

Una carriera in costante ascesa per anni, prima in Italia, e poi all’estero, compresi gli Stati Uniti, dove la Pavone ha conquistato la fama frequentando per ben cinque volte l’Ed Sullivan Show e partecipando a show con protagonisti nomi come quelli di Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Beach Boys e perfino Orson Welles. Si è esibita alla Carnegie Hall, e in Francia nel 1972 è stata seconda in hit parade con una versione del brano “La suggestione” di Claudio Baglioni. Ha tenuto concerti ovunque, dall’Inghilterra al Sudamerica, dalla Germania, al Giappone. Ma l’Italia, ad un certo momento, cominciò ad escluderla.

La sua ascesa, in patria fu ostacolata dal discusso matrimonio nel 1968 con Teddy Reno, cantante e produttore (classe 1926), che l’aveva scoperta al Festival degli Sconosciuti di Ariccia da lui ideato. Teddy, diciannove anni più grande di lei, era già stato sposato. Le nozze furono celebrate con il solo rito religioso in Svizzera, dove poi Rita ha ottenuto anche la cittadinanza.

Nel 2006 la Pavone annunciò il ritiro, ma poi è tornata a cantare in varie occasioni, compreso un mini tour lo scorso anno in Italia. E forse, perché no, tagliando il traguardo dei 70 anni, potrebbe concedersi qualche altro concerto. per far vedere che gli anni passano, ma lei resta sempre Rita Pavone.