I tesori del Prado nei cinema d’Abruzzo

16 Aprile 2019

Un viaggio nel museo di Madrid con Jeremy Irons come guida nel docu-film in programma oggi e domani in sette sale 

PESCARA. In questo 2019 che ne celebra il duecentesimo anniversario, raccontare il museo del Prado di Madrid dal giorno della sua “fondazione” – quel 19 novembre 1819 in cui per la prima volta si parlò di Museo Real de Pinturas – significa percorrere non solo questi ultimi 200 anni, ma almeno sei secoli di storia, perché la vita della collezione del Prado ha inizio con la nascita della Spagna come nazione e con il matrimonio tra Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. Un’unione che sancisce l’avvio del grande impero spagnolo.
Per questo protagonisti del docu-film “Il museo del Prado. La corte delle meraviglie” sono i suoi capolavori, i grandi maestri che li hanno realizzati, le teste coronate che li hanno raccolti, ma anche l’ispirazione europea e libertaria di un museo che è uno scrigno di tesori e di storie. È questo il fil rouge che si snoda nel nuovo docu-film scritto da Sabina Fedeli e diretto da Valeria Parisi, una produzione 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con il Museo del Prado, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e in collaborazione con SKY Arte. “Il museo del Prado. La corte delle meraviglie”, nuovo appuntamento del progetto della Grande Arte al Cinema nelle sale italiane da ieri fino a domani, sarà al cinema in Abruzzo al The Space Cinema di Montesilvano, al Massimo di Pescara, all'Arca di Spoltore, al Movieland di Chieti, al Ciakcity di Lanciano, al Ciakcity Garden di Guardiagrele, allo Smeraldo di Teramo.
L'opera vede tra l’altro una novità d’eccezione: la partecipazione straordinaria dell’attore britannico Jeremy Irons che guiderà gli spettatori alla scoperta di un patrimonio di bellezza e di arte a partire dal Salon de Reinos, un’architettura volutamente spoglia che si anima di vita, luci, proiezioni, riportando il visitatore al glorioso passato della monarchia spagnola e al Siglo de oro quando alle pareti erano appesi molti dei capolavori oggi esposti al Prado.
Allora in questo spazio si danzava, si svolgevano feste e spettacoli teatrali. Questo era uno dei cuori pulsanti di Madrid e della Spagna intera, così come lo furono il Barrio de las Letras, dove abitavano scrittori e artisti del Siglo de Oro, e, nel Novecento, la Residencia de Estudiantes, dove si incontravano gli intellettuali della Generazione del ‘27, da Buñuel a Lorca sino a Dalí.
I dipinti del Prado riflettono un’epopea unica nel suo genere, che ha dato origine a uno dei musei più importanti del mondo. Un inventario di gusto e di piacere che narra vicende pubbliche, dinastie, porporati, guerre e coalizioni. Il museo di Madrid è la storia di un’epoca di grande mecenatismo, di amore dei monarchi spagnoli per i grandi maestri, come Goya, presente al Prado con un corpus ricchissimo di oltre novecento opere. L’arte di Goya ha influenzato molti artisti moderni. Come nel caso di “3 maggio 1808”, dipinto che narra l’effetto della rivolta degli spagnoli contro l’esercito francese. Un’opera che diventerà simbolo di tutte le guerre e che ispirerà Picasso per la sua Guernica.
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