Iaia Fiastri, aggiungi un posto in cielo

30 Dicembre 2018

È morta a 84 anni la scrittrice autrice di commedie per Garinei e Giovannini

ROMA. «Per quarant'anni, ci siamo divertiti tantissimo». Elegante, garbata, ma con quell'ironia sempre al momento giusto, Iaia Fiastri lo ripeteva spesso. Quel «noi» erano lei, Pietro Garinei e Sandro Giovannini, ovvero il trio che insieme alle note eterne del maestro Armando Trovajoli ha inventato la commedia musicale italiana (con titoli che hanno fatto però il giro del mondo). Sceneggiatrice e autrice teatrale, Iaia Fiastri se n'è andata, l’altro ieri, a Roma, all'età di 84 anni - proprio mentre il “suo” titolo, Aggiungi un posto a tavola, era in scena al Teatro Brancaccio di Roma - ultima portavoce di quegli anni e di quel «gran divertimento», condiviso soprattutto sulle tavole del Teatro Sistina di Roma.
Proprio nella capitale, cui con Garinei e Giovannini dedicò tanta parte del suo lavoro, la Fiastri era nata il 15 settembre del 1934, al secolo Maria Grazia Pacelli. Studi in filosofia alle spalle, era stata tra le prime autrici donna dei caroselli con Massimo Saraceni. Con quello stile disinvolto e immediato, ma sempre venato di sensibilità e umorismo, passò poi al cinema, nel '64, con un episodio, firmato da Mino Guerrini, del film L'idea fissa. Dall'incontro con Franco Brusati nacquero le sceneggiature per Pane e cioccolata e Dimenticare Venezia, il primo con Nino Manfredi operaio emigrato che cerca di farsi accettare in Svizzera, il secondo sul tema dell'omosessualità con anche Mariangela Melato ed Eleonora Giorgi, che arrivò alla candidatura per il Miglior film straniero agli Oscar. Ma è nel 1969 l'incontro professionale della sua vita, quando Garinei e Giovannini, già coppia d'oro del teatro italiano dopo i trionfi di Rinaldo in campo con Modugno, gli show con Delia Scala e Renato Rascel e Rugantino, la chiamano a sostituire Luigi Magni nella stesura di Angeli in bandiera. Da allora uno dopo l'altro i tre firmano i grandi successi di Alleluja Brava gente. E poi Accendiamo la lampada, Taxi a due piazze, Se il tempo fosse un gambero. Ma soprattutto, Aggiungi un posto a tavola, che nel '73 portò in scena (con un Johnny Dorelli in stato di grazia, la storia di un Dio così infuriato da infliggere un secondo diluvio universale.
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