“Il Flauto magico” del Casella tra lingua originale e italiano

BISENTI. I giovani talenti del conservatorio di musica “Casella” dell’Aquila invadono Bisenti, ormai consacrato borgo della lirica, con una speciale quanto interessante rappresentazione dell’opera...
BISENTI. I giovani talenti del conservatorio di musica “Casella” dell’Aquila invadono Bisenti, ormai consacrato borgo della lirica, con una speciale quanto interessante rappresentazione dell’opera “Die Zauberflöte” (“Il Flauto magico”) di Wolfgang Amadeus Mozart. La produzione del Casella andrà in scena oggi pomeriggio, ore 18, nella sala teatro polivalente di Bisenti, evento realizzato in collaborazione con l’Associazione “Amores” e il patrocinio del Comune.
Alla mesa in scena dell’opera partecipano tutti gli allievi della classe di Canto della professoressa Antonella Cesari, accompagnati al pianoforte dal maestro Enrico Arias. Il Singspiel in questione sarà proposto in lingua originale (tedesco) per quanto riguarda tutti i pezzi musicali diretti dal maestro Arias; i dialoghi saranno proposti in italiano e sono stati rivisitati per rendere più comprensibile la trama dell'opera, intrecciata e piena di personaggi. Grazie alla collaborazione di tutti gli allievi della classe è stato possibile allestire scenografie, realizzare tutti gli oggetti di scena e montare un impianto luci per dare un tocco in più alla regia curata dal maestro Antonella Cesari. «Amore e passione per la musica e per lo studio, generosità, amicizia e slancio giovanile», dichiara il direttore del conservatorio aquilano Giandomenico Piermarini, «hanno trasformato quello che era iniziato come un progetto di “saggio di fine anno” in un godibilissimo spettacolo vero e proprio. Con pochissimi mezzi ma tanta fantasia – le scenografie sono un miracolo di riciclaggio e bricolage – questi intraprendenti studenti di Canto e i loro docenti paiono volerci rammentare come una forte motivazione interiore, dedizione e impegno possano rendere realizzabili anche gli obiettivi più ambiziosi e apparentemente irraggiungibili, nell’arte come nella vita».
