Il genio libero del signor G. a vent’anni dalla scomparsa

“Io noi e Gaber” esce come evento speciale domani, dopodomani e mercoledì La regia è del direttore artistico del Flaiano Film Festival Riccardo Milani
TERAMO. Arriva in Abruzzo l'atteso docufilm scritto e diretto da Riccardo Milani Io, noi e Gaber, tributo al Signor G. e al suo genio libero nel ventennale della scomparsa. Prodotto da Atomic insieme a Rai Documentari e Luce Cinecittà, distribuito da Lucky Red e promosso dalla Fondazione Giorgio Gaber, dopo la trionfale accoglienza alla 18ª Festa del Cinema di Roma Io, noi e Gaber esce in 230 sale come evento speciale per tre date, domani, dopodomani e mercoledì 8 novembre. In Abruzzo sarà proiettato in cinque sale: a Chieti (Uci Cinemas Movieland), Montesilvano (The Space), Rocca San Giovanni (Ciakcity), Spoltore (Arca), Teramo (Smeraldo). Girato tra Milano e Viareggio nei luoghi della vita di Giorgio Gaber (all’anagrafe Gaberscik), il documentario biografico di Milani è un ritratto vivido del Signor G., un viaggio lungo il suo cammino artistico: dagli esordi nei locali di Milano al rock con Adriano Celentano, dal sodalizio con Enzo Jannacci (erano I Due Corsari) ai duetti con Mina, alle canzoni con Maria Monti. Dagli anni della popolarità televisiva al teatro, con l’invenzione insieme a Sandro Luporini della forma teatro-canzone, espressione del suo impegno politico e culturale. Sullo sfondo, il Teatro Lirico di Milano (che porta il suo nome), simbolo del reciproco amore tra Gaber e il pubblico meneghino. Attraverso le testimonianze di familiari e amici, Milani traccia un ritratto profondo e appassionato di Gaber, che include la storia personale, nelle parole della figlia Dalia e delle persone più vicine, e il percorso artistico grazie alle voci di colleghi e artisti. Il docufilm vede la partecipazione degli amici e collaboratori Gianfranco Aiolfi e Paolo Dal Bon, di Sandro Luporini, l’attrice e regista teatrale Mercedes Martini, del giornalista e autore televisivo Massimo Bernardini, di Vincenzo Mollica, Michele Serra, Pier Luigi Bersani, Mario Capanna, Claudio Bisio, l’attore abruzzese Francesco Centorame, Fabio Fazio, Gianni Morandi, Mogol, Ricky Gianco, Ivano Fossati, Jovanotti, Massimiliano Pani, l’ex moglie Ombretta Colli, la figlia Dalia Gaberscik, gli umoristi Gino e Michele, il fotografo Guido Harari, Paolo Jannacci.
«Giorgio Gaber è stato importante nella mia vita. Da piccolo mi ha divertito con l’allegria di Goganga, Il Riccardo o La Torpedo blu, dal liceo mi ha fatto alzare la testa e avere uno sguardo sul mondo», dichiara il regista e sceneggiatore Riccardo Milani. «Raccontarlo è stato un modo per ringraziarlo per tutto quello che nei decenni mi ha dato e, soprattutto, ha dato a tutti noi. Una voce importante che ha anticipato tutto quello che in questi decenni si è avverato, prevedendo che l’ideologia del mercato avrebbe schiacciato oggi tutte le altre, segnando una disperata continuità tra lui e Pier Paolo Pasolini. Per questo, tra le rarissime certezze della vita, ce n’è sicuramente una: Gaber ci serve ancora e ci serve adesso».
