“Il Gran Fuoco di Aligi Sassu” le sculture donate all’Abruzzo

26 Novembre 2022

Inaugurazione oggi a Teramo della mostra delle opere in ceramica dell’artista Si tratta di 50 pezzi provenienti dalla collezione Paglione custodite a Castelli 

TERAMO. Le ceramiche del grande artista Aligi Sassu, provenienti dalla collezione dei coniugi Alfredo e Teresita Paglione donata a Castelli, è visibile da oggi a Teramo nell’esposizione “Il Gran Fuoco di Aligi Sassu”, Ipogeo di piazza Garibaldi. La mostra, promossa da Endeca Agitatore Culturale di Franco Mercuri e Rosalba Rossi, che ne è curatrice, sarà inagurata alle 17.30 e resterà allestita fino al 15 dicembre, accompagnata da un catalogo con interventi critici di Rossi e delle storiche dell’arte Paola Di Felice e Chiara Di Carlo e testi del sindaco Gianguido D’Alberto e dell’assessore alla cultura Andrea Core. L’iniziativa, patrocinata dal Comune, è sostenuta da Il Poliorama, Club Rotary Teramo Est, Comitato organizzatore mostre antiche e contemporanee.
Esposte 50 preziose ceramiche di Sassu e alcune sue sculture, pezzi provenienti dalla donazione Paglione a Castelli, a conferma del legame tra il mecenate Alfredo Paglione e l’Abruzzo. Tante le sue liberalità a favore di enti pubblici, spesso premessa all’istituzione di musei creati con le collezioni donate. Risale al 2008 la donazione a Castelli delle ceramiche di Sassu, purtroppo esposte per poco nel locale Museo della ceramica. Il sisma aquilano del 6 aprile 2009 provocò danni anche alla struttura causandone l’inagibilità e chiusura. Dopo qualche anno una parte delle ceramiche, per un accordo fra Paglione e i sindaci di Castelli e Atessa, ha trovato ospitalità nel museo atessano dedicato a Sassu. In mostra a Teramo un saggio rilevante della maestria di Aligi Sassu (Milano 1912 – Pollensa, Spagna, 2000), pittore e scultore tra i maggiori del Novecento. Il rapporto del maestro con l’arte ceramica iniziò a metà del secolo scorso ad Albissola. Sassu giunse in Liguria a fine anni Trenta, invitato a fare esperienza nella bottega di Tullio Mazzotti. Qui il giovane Aligi poté esprimere un talento precoce che gli aprì nel 1928 le porte della Biennale di Venezia col gruppo dei Futuristi, invitato dal fondatore Marinetti, e gli permise di fare esperienza nel movimento milanese Corrente. Conobbe artisti affermati come Fontana, Broggini, Strada, Martini. Tali frequentazioni lo formarono culturalmente e modellarono la sua capacità di infondere alla ceramica un’interpretazione dinamica, libera dai canoni estetici tradizionali, sottolinea Rossi, già curatrice dell’opera di Sassu nel 2019 con la mostra sui ritrovati 58 acquarelli con tema “I Promessi Sposi” nella Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto. L’inaugurazione odierna di “Il Gran Fuoco di Aligi Sassu” vedrà la partecipazione del poeta Gianni Marcantoni e il commento musicale del pianista teatino Giuliano Mazzoccante e tre componenti dell’orchestra I Virtuosi di Kiev, Yurii Pogoretskyi violoncello, Taras Yaropud e Ihor An-driievskyi violini. Orario: 10-13, da giovedì a domenica anche 16-20.