Il Management pop di “Saturno fa l’hula hoop”

9 Luglio 2019

Il gruppo lancianese torna con un nuovo disco: «Nel pezzo ribaltiamo un punto di vista. E l’uomo è al pari delle stelle»

LANCIANO . “Kate Moss” nel settembre scorso, “Saturno fa l’hula hoop” fresco di un paio di settimane, un altro singolo che uscirà dopo l’estate: il Management è in marcia verso il nuovo disco previsto per l’autunno, per poi tornare sul palco in inverno.
Dopo un biennio sabbatico tornerà in tournée il gruppo lancianese composto da Luca Romagnoli e Marco Di Nardo, sempre coerenti con la loro linea fatta di incoerenza, innovazione, cambiamenti, ricerca di nuove sonorità. «Ci dà fastidio l’idea della coerenza dell’artista come vanto», spiega Romagnoli, «è una forma di conformismo: l’artista che fa sempre la stessa cosa è come uno che si sistema nella sua confort zone, segue i gusti del proprio pubblico ed è per certi versi l’antitesi della nostra idea di artista. Noi invece», sottolinea il frontman del gruppo, «confermiamo la libertà di fare quello che ci piace e che ci diverte». Questo “Saturno fa l’hula hoop” è una svolta “commerciale” come ha tuonato qualche fan della prima ora?
«Ce lo hanno detto ogni volta che abbiamo fatto un nuovo disco», taglia corto Romagnoli, «come pure quando abbiamo cambiato nome, citando l’idea banale delle cose imposte in ambito manageriale. Più semplicemente ci siamo staccati da quel nome lungo e impronunciabile perché il “dolore post operatorio” passa, e ora resta il “management”: la gestione dell’emotività, della vita, delle cose che cambiano come cambiamo noi, ma che restiamo uguali nel nostro voler rompere col passato, innovare», continua il cantante, «facciamo un pop che lascia la possibilità di sperimentare, di andare verso nuove sonorità, cose contemporanee e fresche, senza dimenticare la cultura della musica del passato ma con l’occhio sempre alla novità. La nostra musica cambia come cambiamo noi ogni anno od ogni mese, perché ci arrabbiamo e ci innamoriamo».
L’ultimo concerto del Management è stato in piazza a Lanciano nel capodanno di due anni fa: «Da allora abbiamo scritto tantissime canzoni», rivela Di Nardo, «e abbiamo anche buttato molto, ripreso qualcosa dopo un po’ di tempo: stiamo lavorando al disco per piccoli step». Così dopo quella Kate Moss di nove mesi fa arriva questo su Saturno, che Di Nardo definisce «il più pop dei pianeti». Un pezzo nel quale «ribaltiamo un punto di vista», riprende Romagnoli, «noi siamo importanti per lo spazio perché abbiamo il dono della parola, e possiamo ad esempio dire a un albero che è bello ma non lo sa, o forse non sa dirlo: è un ribaltamento che mette l’uomo al pari delle stelle e dell’universo, una grande stanza dove voliamo e abbiamo rapporti con persone che si emozionano insieme a noi, con la nostra emotività».
Subito dopo il pezzo è uscito anche il video di “Saturno fa l’hula hoop”, un’animazione sviluppata dal filmaker teramano Ivan D’Antonio, che già aveva collaborato con il Management per “Naufragando”. Il filmato inizia con un ragazzo e una ragazza sui binari, salgono su un treno che porta al mare, e qui lei sale in barca e va verso un mare che si trasforma in cielo, per poi perdersi (o fondersi) nelle stelle per tornare infine a terra immateriale, quasi sogno, a baciare il compagno. «C’era l’idea di mettere qualcosa in più nel video, per fare una deviazione dalla classica resa didascalica della canzone o dal semplice vedere la faccia dell’artista», dice Romagnoli, «forse è un video un po’ triste, che sposta su un altro tipo di sentimento rispetto all’ascolto semplice, va al di là della canzone e fa emergere di più cose come l’idea di assenza, abbandono, vuoto, l’idea della fine delle cose o di un rapporto, la malinconia e la bellezza dei ricordi: che poi sono cose senza le quali non esisterebbe la poesia». Intanto un altro passo è fatto verso il nuovo disco che è ancora un work in progress: «Diciamo che è tutto pronto», conclude il cantante, «abbiamo cucinato tanto e ora dobbiamo decidere cosa mettere in tavola».
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