Il Monte Cefalone nel Velino-Sirente

Il miglior punto di osservazione della Piana di Campo Felice
Estrema propaggine nord-est del massiccio del Velino, il sottogruppo del Monte Ocre offre panorami eccezionali sul Gran Sasso, sulla Majella e sulle vette principali del Velino-Sirente. Tra le sue elevazioni, il Monte Cefalone è la montagna che offre il miglior punto di osservazione della Piana di Campo Felice e di tutto il comprensorio sciistico della zona. Il Cefalone è associato ad un avvenimento tragico dello scorso gennaio 2017: ai catastrofici eventi tellurici e meteorologici si aggiunse un gravissimo incidente che sconvolse l’Abruzzo e l’Italia intera. Un elicottero del 118, in servizio, si schiantò sulle sue pendici occidentali e persero la vita 6 persone. Nel salirlo non si possono che omaggiare quei caduti coraggiosi e sfortunati.
Si parcheggia l’automobile in vicinanza degli impianti sciistici di Campo Felice e, scavalcata la galleria Serralunga, ci si avvia verso una sterrata che risale dolcemente in direzione nord-ovest le pendici del monte omonimo portandosi fino a una piccola costruzione (acquedotto-1600 m); si sale ancora fino ad arrivare a un'evidente sella, il Valico di Forcamiccia, 1720 m. Ci troviamo in una bella radura e il sentiero si divide: a destra si scende a Rocca di Cambio sull’altopiano delle Rocche che si scorge nella sua immensità, a sinistra in salita ci si addentra in un bosco e si sale. Prendiamo il sentiero in salita (numero 10A) e in 40 minuti raggiungiamo il solco della Valle Canavine, quota 1896 m. In questo periodo il sentiero è innevato e, usciti dal bosco, la neve è ghiacciata; si consiglia dunque di indossare i ramponi che ci accompagneranno fino alla vetta. Si continua a salire sulla sinistra un ampio canale, su tracce di sentiero, fino a raggiungere la cresta a quota 2128 m e qui lo sguardo spazia su buona parte dei monti dell’Appennino Centrale. Con la neve dura arrivare alla sella è molto semplice e di grande soddisfazione: l’unico suono che si sente è lo scricchiolio dei ramponi su quel manto di neve immacolata che si vorrebbe non finisse mai. Ora che siamo in cresta, non occorre altro che seguirla, verso nord, lentamente e con attenzione, per raggiungere dopo una ventina di minuti (2 ore dalla partenza) l’omino di pietre di vetta a 2142m.
Il panorama è uno spettacolo grandioso e se la giornata è serena il cielo azzurro con i suoi riflessi sulla neve scintillante, la fa apparire un tappeto color pastello, un tappeto volante. Volando ci spostiamo a nord fino ai Monti Sibillini nelle Marche e poi ridiscendiamo sull’Abruzzo disegnando i Monti della Laga, il Gran Sasso e la Majella. La sorpresa è a occidente con il colpo d’occhio sull’immensa Piana di Campo Felice, uno dei gioielli dell’Abruzzo, e sul massiccio del Velino per intero con la sua piramide altissima di 2487m. Su questa meraviglia bianca osserveremo il volo dei grifoni e le corse dei cervi. Ci imbatteremo nelle orme di leprotti, di volpi e caprioli che la neve ghiacciata mantiene intatte.
È ora di scendere, per la stessa via, correndo sulle nostre orme dell’andata: ci vorrà poco a tornare e subito verrà il desiderio di risalire.
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