Il Monte Marsicano dalla vetta nascosta

Si parte da Pescasseroli per l’impegnativa escursione di 9 ore
Il Monte Marsicano del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise è una montagna fanatica: si specchia tutto il giorno nelle acque cristalline del lago di Barrea, che sovrasta. In realtà non è neanche solo un monte, ma un vero e proprio massiccio sul quale si distinguono moltissime cime meno famose: il Monte Forcone (2226m) si specchia nel Lago, la cima Calanga (2168m) è la croce che si scorge dalla Val Fondillo.
La vetta del Marsicano è nascosta e la si può salire scegliendo sentieri più o meno lunghi, più o meno ripidi, comunque l’escursione è impegnativa. Noi partiremo da Pescasseroli e arriveremo a Opi, passando per il Marsicano e percorrendo circa 19 km in 9 ore. Sulla Statale 83 poco prima di Pescasseroli arrivando da nord, si attraversa un ponticello e si va a sinistra su una sterrata che si percorre per un paio di chilometri, si lascia l’automobile e ci si incammina sul sentiero A1. Si tratta di una carrareccia che sale di poco costeggiando il letto di un torrente, immersa in un bosco fatato ricco di fusti ricoperti di muschio florido e verdissimo. Nella stagione estiva vi si trovano milioni di fragoline. Dopo circa 3 km si devia a destra sul sentiero A6 che costeggia tutta la parte est delle propaggini settentrionali del massiccio del Marsicano. Il sentiero, in un bosco sempre più fitto, diviene ben presto il greto del torrente, che scorre nella valle della Corte: lo si risale facilmente e in circa 2.30 ore dalla partenza si è nell’anfiteatro della Corte. D’autunno il sentiero della valle è come la tavolozza di un pittore, vi si mischiano tutti i colori più belli dell’autunno che virano dal verde al giallo, dal rosso al nocciola.
L’anfiteatro è il circo glaciale del massiccio, sulla cui parte occidentale si risale un sentiero, ripido, e in circa 30 minuti si è sulla cresta settentrionale del Marsicano. Guardando a nord, comincia a fare capolino la catena del Gran Sasso, ad est la Majella si affaccia timida, ad ovest le faggete di Pescasseroli, a sud est il panorama è coperto dal Colle dell’Angelo (2217m) che andiamo a risalire. Manca poco, appena una quarantina di metri di dislivello e saremo in vetta dove ci aspetta una bandierina metallica (4 ore dalla partenza)
Sembra di essere al centro del mondo, le montagne sono tutte a portata d’occhio: i monti Greco, Godi, la Terratta, i massicci del Gran Sasso, Sirente, Velino, tutte le magnifiche riserve integrali del Parco Nazionale d’Abruzzo, lontano il Monte Miletto del Molise in un tripudio di livelli e colori. Ma non è finita: attigui al Monte Marsicano ci sono il Monte della Corte e il Ninna, riserve integrali, che ci regalano camosci. In ottobre mescolano il loro odore selvatico e i cuccioli con i colori più belli dell’autunno abruzzese e con il cupo bramito del cervi.
E non è finita ancora: scendendo per il sentiero F10 (occorrono circa 2.30 ore) ben presto si arriva a specchiarsi nel limpido lago blu di Barrea, assieme ai monti. A occidente il panorama è spettacolare sul Monte Amaro di Opi, il magnifico Sterpi d’Alto e il magico Petroso dove dormono indisturbati camosci, orsi, lupi, aquile, pini mughi, scarpette di Venere e tutta la natura più rara dell’Abruzzo dei Parchi.
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