Il “Museo Pasolini” secondo Celestini

8 Aprile 2022

Teatro civile di narrazione a Teramo con l’attore che indaga la figura dell’artista

TERAMO. Ricerca, acquisizione, conservazione, comunicazione, esposizione: per l’Icom, l’International Council of Museums, sono queste le cinque funzioni fondamentali di un museo. Allora come potrebbe essere un museo dedicato a Pier Paolo Pasolini? Cosa dovrebbe contenere, dalla prima poesia scritta a sette anni al film “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, uscito postumo dopo la morte violenta nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975?
Se lo chiede Ascanio Celestini nel suo spettacolo “Museo Pasolini”, prodotto da Fabbrica, in programma oggi al teatro Comunale di Teramo, seconda proposta della stagione di prosa “Comunità dal vivo” di Acs Abruzzo Circuito Spettacolo. Inizio alle 21. Il più noto alfiere in Italia, con Marco Paolini, del teatro civile di narrazione è autore, regista e interprete di un lavoro che interroga l’eclettica e ancor oggi scomoda figura del poeta, romanziere, drammaturgo, saggista e cineasta bolognese, nel centenario della nascita, avvenuta il 5 marzo 1922. Celestini guida il pubblico in un immaginario Museo Pasolini, si legge nelle note di presentazione dello spettacolo, «che attraverso le testimonianze di uno storico, uno psicanalista, uno scrittore, un lettore, un criminologo, un testimone che l’ha conosciuto, si compone partendo dalle domande: qual è il pezzo forte del Museo Pasolini? Quale oggetto dobbiamo cercare? Quale oggetto dovremmo impegnarci a acquisire da una collezione privata o pubblica, recuperarlo da qualche magazzino, discarica, biblioteca o ufficio degli oggetti smarriti? Cosa siamo tenuti a fare per conservarlo? Cosa possiamo comunicare attraverso di lui? E infine: in quale modo dobbiamo esporlo?». La stagione Acs proseguirà venerdì 29 aprile con “Antichi maestri”, della compagnia Lombardi-Tiezzi dal romanzo di Thomas Bernard. (afu)