“Il pane e le rose”, libro tra ricette e filosofia

Nel volume dell’abruzzese Michele Meomartino l’idea della cucina come scelta morale ed etica
Un libro a metà strada tra saggio mistico-filosofico e ricettario di cucina popolare: “Il pane e le rose” (edizioni Mondo Nuovo) di Michele Meomartino, scrittore e attivista abruzzese. Un’idea della cucina come parte integrante non solo della cultura dei popoli, ma anche della loro filosofia di vita.
L’autore del resto dedica molte pagine alla ritualità della cucina, come il rito del sugo alla domenica, cotto a fuoco lento per ore, con il suo profumo che si spande per le stanze. Ma in questo umanissimo libro di Meoamartino non ci sono solo sapori e sentori di un tempo, ci sono soprattutto le persone, quelle semplici, del popolo, come il pastore Giovanni e sua moglie la lattaia Natalina, che arricchirono l’infanzia dell’autore, oppure i due esponenti della non violenza gandhiana e la loro arte di fare il pane, che nella descrizione dell’autore diventa quasi una forma di rito sacrale. Il pane è infatti uno dei protagonisti del libro; ricordando una giornata dedicata all’arte del fare il pane da soli a casa, Meomartino nella cura del pane individua due esperienze fondamentali dell’esistenza di ognuno: aver cura di sé e delle cose ed essere grati alla vita per i suoi doni. E fra i doni si possono certamente annoverare i sapori e le erbe di cui Meomartino consiglia l’uso, come l’erba selvatica della borragine ottima con le melanzane alla parmigiana. Un libro dunque che si occupa di sapori e odori, ma che in realtà finisce per essere la grande difesa di un’intera civiltà, quella contadina, votata alla cura e alla parsimonia. Ogni cibo, ogni ingrediente è un incontro di vite, ma anche di civiltà, idee per un mondo migliore, un mondo rinnovato anche da un nuovo equilibrato rapporto con il cibo. La prima parte del libro prepara spiritualmente alla seconda, che è in pratica un ricettario, in cui la fantasia dell’autore si sbizzarrisce ma sempre nel solco della semplicità contadina.

