Il Passagallo ventenne «Il cantar popolare è vivo e affascina»

4 Gennaio 2019

PINETO. Suoni, canti, danze e brindisi finale: la compagnia abruzzese di canti popolari Il Passagallo festeggia i primi vent’anni di attività con un concerto al teatro sala polifunzionale di Pineto...

PINETO. Suoni, canti, danze e brindisi finale: la compagnia abruzzese di canti popolari Il Passagallo festeggia i primi vent’anni di attività con un concerto al teatro sala polifunzionale di Pineto questa sera con inizio alle 21, ingresso gratuito.
Una festa e un momento di celebrazione del ricco patrimonio demo-etno-antropologico abruzzese che dal 1998 ispira da sempre la produzione del popolare gruppo musicale guidato da Carlo Di Silvestre, etnomusicologo e musicista originario di Pineto.
Un viaggio sonoro documentato da cinque cd pubblicati e una intensa stagione di concerti che ha visto la formazione protagonista fino in Australia, tra le comunità italo-abruzzesi di Melbourne, Adelaide e Perth.
Di Silvestre, quali i contenuti dell’appuntamento del 4 gennaio a Pineto?
«Il concerto sarà l'occasione per effettuare una ripresa audio live finalizzata alla pubblicazione del nuovo cd “Il Passagallo canta i suoi vent’anni di musica popolare”, disco di 14 brani tra cui cinque inediti e brani di repertorio mai incisi dall’attuale formazione. I nuovi brani raccontano la protesta delle donne braccianti che inveiscono contro i padroni disonesti, le paure per le malattie – o per il futuro incerto – da vincere attraverso formule cantate di scongiuri, il distacco dalla propria terra da parte di chi, in cerca di fortuna e di una vita migliore, decide di emigrare».
I canti e le musiche eseguite dal Passagallo propongono testi originali tradizionali e musiche di ispirazione popolare abruzzese da lei composte. Qual è il tipo di approccio al repertorio?
«Il Passagallo nella sua riproposta è sempre rimasto fedele alla propria terra avendo compreso il valore culturale ereditato, un vasto repertorio di canti e musiche di notevole interesse e rara bellezza, sintesi poetico-musicale di matrice popolare delle culture altre disseminate nei secoli in terra d’Abruzzo per le dominazioni subite dai popoli del Mediterraneo e anche nord-europei».
Canti rituali, storie, ballate, stornelli d’amore e sdegno, scongiuri e detti popolari: il cantar popolare è ancora materia viva?
«Viva e con ancora tanto da riscoprire, rivalutare e riconsegnare al territorio. E’ ciò che rende entusiasmante la nostra avventura musicale: negli anni abbiamo contato su un seguito crescente grazie alla rinnovata attenzione per la cultura popolare, una memoria da trasmettere prima che scompaia. Sulla spinta di questo fenomeno abbiamo intrapreso anche una serie di collaborazioni artistiche in cui la musica di riproposta assume una funzione di supporto a spettacoli teatrali» .
Quali?
«Con la regia di Federico Fiorenza abbiamo lavorato ne “Le avventure di Tonio Zappa" di Ignazio Silone, con Edoardo Siravo e Antonia Renzella; “Bagagli a mano, canzoni e racconti dell’emigrazione italiana” con l'attrice Antonella Ciaccia; il reading “Bocca di vento” con la scrittrice italo-somala Cristina Ubax Ali Farah, prodotti dall’Istituto Internazionale del Teatro del Mediterraneo (Iitm) sezione italiana(Teramo). Negli ultimi anni le musiche eseguite dal Passagallo sono state utilizzate nella serie televisiva trasmessa su Rai Storia “La guerra in casa”»,
Tra le più recenti esperienze la partecipazione quest’anno a dAbruzzo dal Vivo summer e winter. Un successo anche per il livello delle collaborazioni e del messaggio lanciato, è così?
«Ho curato per l’Iitm la direzione artistica dell'etno-festival “La Carovana dei suoni” in cui si sono esibiti Enzo Avitabile, Unavantaluna dalla Sicilia, Suoni della terra dal Lazio e Jamal Ouassini trio con Il Passagallo: il violinista marocchino Jamal, il musicista greco Vanghelis Merckouris e il percussionista Simone Pulvano hanno incontrato musicalmente Il Passagallo, un concerto straordinario che è stato un inno al Mediterraneo e alla sua ricchezza culturale».
Nell'edizione winter di Abruzzo dal vivo avete dato vita a un progetto più ampio.
«Sì, con Iitm abbiamo curato a Castelli,Teramo e Campli la masterclass “CantarPopolare” con Graziella Guardiani e l'accompagnamento alla fisarmonica e organetti di Guerino Marchegiani. Inoltre abbiamo costituito il gruppo EthnicAbruzzo, una formazione che vede unire al gruppo storico del Passagallo ben sette musicisti teramani, cinque fiati, un organetto e una chitarra acustica, provenienti da esperienze diverse quali jazz, pop, blues.
Questo l’organico completo: violino Giovanni Ciaffarini, contrabbasso Tommaso Paolone, chitarra acustica Fabio Cerqueti, canto e flauti Graziella Guardiani, fisarmonica Guerino Marchegiani, chitarra battente, calascione, zampogna Carlo Di Silvestre, organetto a due e otto bassi Francesco Tassoni, cajon e tamburi Gabriele Guardiani, tamburi a cornice Fabio Di Gabriele, tromba Rino Ferretti, trombone Francesco Di Giulio, trombone Angelo Antonio Petrelli, clarinetto Fabrizio Leonetti, sassofono Paolo Iaconi. Il tour ha già toccato Nerito di Crognaleto e Civitella del Tronto, e siè chiusa iweri a Montereale».
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