Il rapimento di PaulGetty III tra storia e scandali

Arrivano “Tutti i soldi del mondo” senza Spacey e il sequel di “Il ragazzo invisibile” di Salvatores
Quattro anni dopo tornano le avventure del supereroe ragazzino Michele. È in sala “Seconda generazione”, sequel del film “Il ragazzo invisibile”, sempre per la regia del premio Oscar Gabriele Salvatores, che continua a percorrere questa via italiana e autoriale al genere supereroico.
A Trieste il biondo Michele Silenzi (Ludovico Girardello) è cresciuto ed è alle prese con le crisi tipiche dell’adolescenza. Inoltre deve fare i conti con il dono dell’invisibilità e di una forza incontrollata. Tutto si complica quando nella sua vita irrompono altri “Speciali” come lui: la madre naturale Yelena (Ksenia Rappoport, Valeria Golino è invece la madre adottiva Giovanna), anche lei col potere di rendersi invisibile, e la sorella gemella del ragazzo, Natasha (Galatea Bellugi), un tipo “infiammabile” e capace di leggere nel pensiero.
Coinvolto in un’avventura a cui non può sottrarsi, Michele farà la conoscenza di altri “umani modificati”, come lui con straordinari poteri: il padre naturale Andrej (Ivan Franek), Morfeo (Dario Cantarelli), Roccia (Nikolaj Chroboczek), Cinetica (Katia Mitronova), il Dottor K (Emilio De Marchi). Effetti speciali di Victor Perez, spagnolo trapiantato a L’Aquila.
Altra novità in sala è “Tutti i soldi del mondo”, 25esimo lungometraggio di Ridley Scott (il suo esordio nel 1977 col magnifico “I duellanti”). L’ottantenne regista inglese ricostruisce con qualche libertà il rapimento compiuto dalla ‘ndrangheta a Roma, il 10 luglio 1973, del sedicenne John Paul Getty III, nipote del miliardario statunitense J. Paul Getty. L’anziano magnate del petrolio si rifiutò di pagare il riscatto e per convincerlo i rapitori tagliarono al ragazzo un pezzo di orecchio. Il film, già montato e ultimato, a sei settimane dall’uscita ha visto la rocambolesca sostituzione dell’interprete del vecchio Getty. Per effetto della damnatio memoriae che lo ha colpito, Kevin Spacey, travolto dallo scandalo sessuale, è stato rimpiazzato da Christopher Plummer (nessuna parentela col giovane Charlie Plummer, interprete di Getty III): tutte le scene con Spacey sono state nuovamente girate con Plummer a ritmi forsennati. Nel cast Michelle Williams (Abigail, l’indomita madre del ragazzo), Mark Wahlberg (l’ex agente Cia mediatore coi clan), Romain Duris (il rapitore Cinquanta), Francesca Inaudi, Marco Leonardi.
L’Orso d’oro di Berlino 2017, campione ungherese per la corsa all’Oscar, “Corpo e anima” della regista 62enne Ildikò Enyedi, mette in scena tra realismo e sogno il silenzioso innamoramento di due anime solitarie. In un mattatoio di Budapest si incontrano Endre (Géza Morcsányi), direttore amministrativo del macello, con un braccio paralizzato, e Maria (Alexandra Borbély), ispettrice addetta al controllo qualità. I due scoprono di fare ogni notte lo stesso sogno, in cui sono due maestosi cervi.
“Vi presento Christopher Robin” di Simon Curtis (regista di “Woman in Gold” e “Marilyn) ripercorre la crisi creativa ed esistenziale del commediografo A.A. Milne (Domhnall Gleeson) reduce dalla Grande Guerra. Preso casa nel Sussex, per cercare la serenità nella natura, viene lasciato dalla moglie Dafne (Margot Robbie) solo col loro bambino Christopher Robin. Dai giochi del piccolo lo scrittore trae ispirazione per scrivere le avventure di Winnie the Pooh. Il regista scozzese, di padre napoletano, Armando Iannucci dirige la commedia nera “Morto Stalin se ne fa un altro”. Il film racconta con toni satirici e surreali la lotta per la successione che si scatena nell’arco di tre giorni tra i capi comunisti mentre il dittatore Josif Stalin (Adrian McLoughlin) è morente, colpito da un ictus il 1° marzo 1953. Cast importante, con Steve Buscemi (Chruscev), Michael Palin (Molotov), Jeffrey Tambor (Malenkov), Jason Isaacs (Zhukov), Simon Russell Beale (Berija), Olga Kurylenko (la pianista Maria Yudina), Andrea Riseborough (Svetlana, figlia di Stalin).
