Il Ricciardi di Lino Guanciale tra giallo, mystery e melò

L’attore abruzzese fa il commissario nella serie tratta dai libri di De Giovanni Con la regia di Alessandro D’Alatri, sarà su Rai1 in prima serata a fine gennaio
PESCARA. Dopo il successo dei Bastardi di Pizzofalcone, Rai Fiction punta ancora sui libri di Maurizio De Giovanni, con la serie del Commissario Ricciardi. Una affascinante contaminazione di generi, tra poliziesco, mystery e melò, per una serie in sei puntate che si svolge sullo sfondo di la Napoli in chiaroscuro degli anni del fascismo. Lino Guanciale, dopo il successo della fiction “La porta rossa”, si trova ancora a percorrere la linea sottile tra la vita e l’aldilà, indagando sul senso ultimo della vita e del dolore. “Il Commissario Ricciardi” regia di Alessandro D’Alatri, dovrebbe arrivare su Rai1 a fine mese. Le puntate sono state girate tra Napoli e Taranto: nel cast, oltre ad Antonio Milo, Enrico Ianniello, Serena Iansiti, Maria Vera Ratti, Mario Pirrello, Fabrizia Sacchi, Nunzia Schiano, ci sarà anche Peppe Servillo, nel ruolo di Don Pierino, simpatico prete vicino al commissario.
La trama si svolge a Napoli, nel 1932, in pieno periodo fascista. Luigi Alfredo Ricciardi ha trent'anni ed è commissario della Regia Questura. Catturare gli assassini è la sua vocazione e ossessione, anche a causa di un segreto, una maledizione ereditata dalla madre: Ricciardi vede il fantasma delle persone morte in modo violento e ne ascolta l'ultimo pensiero. Per questo si dedica in modo totalizzante al suo lavoro e per questo ha deciso di rinunciare all'amore, anche se l'amore arriva ugualmente, inaspettato e struggente, tramite Enrica (Maria Vera Ratti), giovane e timida maestra, determinata a far breccia nel cuore di Ricciardi.
A Ricciardi manca la maggior parte degli strumenti usati oggi per risolvere i delitti, ma è dotato di straordinarie doti intuitive. È circondato da un'aura di mistero, che allontana i colleghi. Uniche eccezioni il brigadiere Maione (Antonio Milo), fedele e affezionato, e il medico legale Modo (Enrico Ianniello), antifascista convinto. La solitudine, che Ricciardi divide con l'anziana tata Rosa (Nunzia Schiano), sarà scalfita dall'incontro con due donne, diverse ma ugualmente affascinanti. Una è proprio Enrica, che incarna la quieta normalità degli affetti familiari cui Ricciardi aspira; l'altra, Livia (Serena Iansiti), rappresenta la sensualità e la passione, da cui si sente attratto. Le sei puntate sono state definite dei veri lungometraggi dal regista D’Alatri, appassionato del periodo storico in cui si svolgono le vicende. Ricciardi è un anti-eroe che si accorge prima degli altri dei pericoli della cultura fascista, e cerca di opporvisi per quanto gli riesce.
