IL RIFUGIO

26 Aprile 2019

Il rifugio dello stazzo di Acquasfranatara nasce dal recupero di un vecchio ricovero pastorale e rientra nel Piano strategico del rifugio diffuso attivato anche nel Comune di Opi con l’idea di...

Il rifugio dello stazzo di Acquasfranatara nasce dal recupero di un vecchio ricovero pastorale e rientra nel Piano strategico del rifugio diffuso attivato anche nel Comune di Opi con l’idea di riqualificare le strutture abbandonate nel panorama dei piccoli rifugi appenninici. Di recente è stato ristrutturato e offre ospitalità per 9 persone. È provvisto di cucina a legna e una graziosa sala da pranzo. Poco più su del rifugio c’è un fontanile di acqua potabile. Lo stazzo è accessibile tutto l’anno ma, almeno per ora, non è gestito secondo il modello alpino: per il suo utilizzo è necessaria la prenotazione e il ritiro delle chiavi. All’esterno del Rifugio l’area è attrezzata con tavoli, panche e cartellonistica esplicativa a cura del Parco. Si raggiunge con il sentiero F2 dal parcheggio di Fondillo, lungo il percorso per raggiungerlo si ha un colpo d’occhio magnifico sull’area di Riserva Integrale della Cacciagrande-Valle Jancino, l’unica foresta vetusta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise con presenza costante di acqua; dalla Madonna del Canneto (Settefrati-FR) per lo stesso sentiero (4 ore) o dalla Sella delle Gravare per il sentiero F5 (1 ora)