IL ROSMARINO
La rugiada del mare. È già fiorito, in pieno inverno, nei posti davanti al mare, nelle bordure dei giardini, nel piccolo vaso sul balcone: resiste coriaceo agli schiaffi, agli insulti del vento...
La rugiada del mare. È già fiorito, in pieno inverno, nei posti davanti al mare, nelle bordure dei giardini, nel piccolo vaso sul balcone: resiste coriaceo agli schiaffi, agli insulti del vento freddo, alla grandine, alla pioggia. È una pianta aromatica perenne, non è infedele come il basilico che ama solo l’estate. Contorto, essenziale, volitivo, diventa riserva di caccia per gli insetti, soprattutto per le le api che lo cercano quando gli altri fiori sono ancora in boccio, nelle gemme o nascosti nei bulbi, sottoterra. “Api d'oro /cercavano il miele./Dove starà il miele? E' nell’azzurro di un fiorellino,/sopra un bocciolo / di rosmarino.” Così lo descrive il poeta G.Lorca, ribadendo il patto che il rosmarino fa ogni volta con l’azzurro: l’ azzurro dei suoi fiori tende al violetto e contrasta meravigliosamente col verde degli aghi. Il rosmarino- la rugiada del mare – sfida l’inverno con i suoi fiori azzurri a cascata, a coccole, a grappoli: le sue spille azzurre risaltano contro il giallo secco, l’arancione dell’erba, il marrone della terra secca. E’ versatile in cucina, ottimo negli arrosti ma non solo. Nell’orto di casa ci sono sempre state le siepi di alloro e rosmarino. Arricchiva il piatto di patate, al forno o al “coppo” sotto la cenere: somma goduria di mio padre era quella di mangiucchiare quel rametto intero lasciato appositamente per lui, come fosse una pietanza da re. Come tutte le piccole ed umili piante aromatiche che mescolano odori e profumi nelle ore e negli anni, e sanno di casa, quel rosmarino diventava cibo degli dei, spuma del mare come ci racconta forse la sua etimologia. Mio padre però era un marinaio di terra, conosceva poco il mare. Aveva i solchi della sua terra, a ricordaglielo. Si dice che il rosmarino faccia bene alla memoria; forse questa è la ragione per cui mi è tornato in mente il suo timido sorriso, mentre guardavo un cespuglio azzurro di rosmarino, contro le cortecce bianche, grigie e nere dell’ inverno.
