Il sindaco di Montesilvano fa il bilancio: «Stagione strepitosa, voto 9. Il prossimo anno? Il sogno è portare Vasco»

20 Agosto 2026

Il primo cittadino già al lavoro per un grande nome da portare alla Music Arena. «Siamo gemellati con Zocca, l’ho detto anche al suo amico Curreri, ci proviamo»

 MONTESILVANO

Ogni critica una ferita. Ma ci sta. Il sindaco Ottavio De Martinis, montesilvanese doc, è uno che al concerto di Jovanotti era in mezzo ai volontari a dare una mano, a smistare l’arrivo della folla col filobus e a controllare di persona che tutto filasse liscio. E così, prima ancora di cominciare l’intervista sull’estate «strepitosa» che sta finendo, con «Jovanotti «ciliegina sulla torta» e sui progetti super ambiziosi per la prossima - «il sogno è Vasco Rossi» - De Martinis chiede di partire subito dalle critiche, poche, emerse dalle pagelle dei turisti sul Centro di ieri. «Nell’articolo sono emersi due punti nevralgici, l’acqua del mare e i parcheggi. Chiarisco subito».

Sindaco, va bene, ci dica.

«Ho letto che qualcuno ha parlato del mare sporco. Ecco, quello che posso dire è che l’Arpa monitora costantemente le acque del territorio e sono sempre risultate eccellenti. Se poi parliamo di alghe, è un fenomeno naturale che deriva molto spesso dal caldo, non soltanto a Montesilvano, ed è monitorato costantemente dalle associazioni ambientaliste del territorio. Dalle analisi, le alghe non sono risultate nocive per la salute».

Poi la carenza di parcheggi.

«È paradossale parlare di mancanza di parcheggi tenendo conto che differentemente dal resto d’Italia, da noi sono gratis dappertutto. E non sono affatto pochi. Solo nella zona più turistica dei Grandi alberghi ci sono 1.500 posti auto. Assurdo non riuscire a trovare posto tra il parcheggio di Porto Allegro, del Pala Dean Martin e in quel tratto di lungomare. Poi certo, se mi si dice che a ridosso di alcune zone del lungomare, soprattutto nel retropineta, si fa fatica a trovare posto proprio davanti allo stabilimento... è un’altra cosa».

E a chi ha notato sporcizia e cartacce nella zona dei Grandi alberghi, cosa risponde?

«Io vado in giro a controllare tutti i giorni e l’unica sporcizia che vedo in quella zona deriva dal malcostume di taluni di usare i cestini gettacarte come cassonetti. Se mi si parla poi delle feci animali, hanno ragione a lamentarsi, ma anche questa è una deriva delle cattive abitudini dei cittadini e, in quota parte, dei turisti. Ma in entrambi i casi stiamo intervenendo con multe e telecamere. E stiamo potenziando i cestini, sia per le carte che per le deiezioni canine. C’era un deficit e lo stiamo colmando. Per il resto, la città è molto pulita. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare chi nel quotidiano si occupa dei rifiuti. Stanno facendo un grande lavoro, considerando il malcostume dell’abbandono di spazzatura e tutto quello che facciamo per contrastarlo, quando poi basterebbe, da parte di tutti, usare cervello e cuore. Ma poi avete visto il giorno dopo Jovanotti? Era tutto pulito, c’era rimasto solo il palco a dire che lì c’era stato un concerto con 30mila persone».

A proposito di Jovanotti, indirettamente il suo show lascia in eredità la Music arena in largo Venezuela. Il proprietario dell’area ha accettato di metterla a disposizione gratuita del Comune per altri due anni. Ha già in mente chi portare l’anno prossimo?

«Partiamo dal retroscena. Inizialmente con la produzione di Jovanotti avevamo concordato di ripetere il concerto sulla Jova beach del 2019. Poi a un certo punto mi arriva la chiamata che Lorenzo non voleva fare più i concerti sulla spiaggia. E dove andiamo, mi sono chiesto. L’avevo data per persa. Poi mi si è accesa la lampadina, ho chiamato Pagliaroli, il nuovo proprietario di quella e di altre aree della zona, “c’è questa opportunità, che dici?” e mi ha dato subito la sua disponibilità. Lo ringrazio ancora. Ecco, da un momento di difficoltà è nata l’idea risultata vincente, e ora mi auguro in futuro di portare anche altri spettacoli».

Sì, appunto, quali? Ha già qualche nome in testa?

«Qualche idea ce l’ho già, ma prima di parlarne devo concretizzarla».

Non è che è Vasco Rossi?

«Sarebbe un sogno. Anche perché Montesilvano è gemellata con il suo paese natale, Zocca. Sarebbe bellissimo avere qui Vasco e sono in tanti che me lo chiedono, ma ci sono tantissime condizioni da valutare. Di questo sogno ho parlato a Gaetano Curreri, suo amico fraterno, ora che è stato in concerto da noi. Gli ho detto che sarebbe stato un sogno ospitare anche il concerto di Vasco, di metterci una buona parola, vediamo. Prossimamente andrò a incontrare anche il sindaco di Zocca, con cui siamo amici, ci proviamo».

Quindi pare di capire che è già al lavoro per la prossima estate. A Pescara sono in piena polemica perché per gli ospiti di agosto hanno fatto una variazione di bilancio solo il 4 agosto. Voi di solito quando iniziate a programmare il cartellone estivo?

«Subito dopo Natale, a gennaio. Poi c’è Sanremo a fare da spartiacque su disponibilità e prezzi degli artisti. Ma molto conta l’intuizione. Io ho portato Sal Da Vinci a Montesilvano prima ancora del grande successo di “Rossetto e caffè”».

Quest’anno quanto ha speso?

«L’ho già detto, circa un milione e 100mila euro per 200 serate in diverse zone della città e per tutte le età, oltre a dieci concerti, tutti gratuiti. Parliamo di Ermal Meta, Minghi, Gabbani, Iva Zanicchi, Irene Grandi, Stadio, Jovanotti naturalmente. E lunedì c’è Raf».

Qual è stato per lei il momento più emozionante di questa estate?

«L’emozione di vedere la città piena e che va tutto bene, è sempre tanta. Ma ho provato un’emozione personale immensa quando sono salito sul palco e ho cantato con Curreri. Un momento che porterò dentro per sempre. Gli Stadio li ascolto da sempre».

E cosa ha cantato?

«Stadio».

Tornando alle pagelle, la stagione è agli sgoccioli, che voto dà all’estate 2026 di Montesilvano?

«Non voglio arrivare a 10 per non sembrare presuntuoso, mi lascio un margine di miglioramento e dico 9. Ma la verità è che stata un’estate strepitosa. Sono anni che abbiamo dato agli eventi un ruolo importante e da anni crescono anche le presenze. Jovanotti sicuramente è stata la ciliegina che ci ha fatto alzare i numeri, ma sono orgoglioso anche di tutto il resto del cartellone allestito insieme all’assessore Corinna Sandias. Ora si parla di Montesilvano anche a livello nazionale e questo giova alla città e alla regione intera. Un po’ come quando si parla di Riccione, che è traino per l’Emilia Romagna. C’è da essere felici, e lo dico per la città, per gli operatori turistici e del commercio: il turismo porta economia, anche in termini lavorativi di cui sono veramente contento. Piuttosto, una cosa che mi è stata evidenziata in negativo e che rispetto agli anni addietro la gente tende a spendere un po’ meno, ma questo riguarda l’economia delle famiglie. Noi ce la mettiamo tutta a portarle qui. E vorrei dire una cosa».

Prego.

«In questi mesi estivi siamo andati comunque avanti a riqualificare la città, dall’ultimo tratto di via Vestina ai nuovi asfalti, l’auditorium e la Stella Maris, ferma da anni».

Per questo si arrabbia quando le fanno qualche critica?

«L’obiettivo è di fare sempre meglio anche grazie ai consigli dei cittadini, ma devono essere costruttivi, non distruttivi. Facciamo tanto per promuovere la città, dovremmo essere fieri di quello che abbiamo e lavorare tutti per la stessa cosa. Poi se arriva un cittadino che sui social parla male e dice “non venite a Montesilvano” allora certo che la prendo male e dico, come ho già fatto attirandomi delle critiche: se Montesilvano non vi piace, andate a vivere da un’altra parte».

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