Il terremoto di Avezzano e la Grande Guerra

L’intreccio di due eventi che hanno influenzato la storia della Marsica in un libro di Sergio Natalia
AVEZZANO. Due tragici eventi, intrecciati tra loro, che hanno caratterizzato e influenzato il destino di un intero popolo. Il terremoto di Avezzano e la Grande Guerra, in un periodo relativamente breve, hanno cambiato le sorti della Marsica che si è ritrovata a combattere in anticipo rispetto al resto d’Italia contro un nemico più feroce, la ribellione della natura di fronte all’essere umano inerme. Di questo si parla nel nuovo libro di Sergio Natalia edito da Kirke dal titolo “La Marsica tra terremoto e Grande Guerra”. Il volume racconta il periodo che va dal 1914 al 1922 con particolare attenzione ai conflitti di classe scaturiti dai due drammatici eventi storici. La presentazione del libro è prevista, oggi alle 17.30, nell’aula magna del liceo classico Torlonia di Avezzano.
Nei sei capitoli, partendo dal dibattito neutralismo-interventismo in Abruzzo e in particolare nella Marsica, viene approfondito il ruolo della stampa nazionale e locale nel dibattito che intersecava, con sfumature diverse, terremoto e Grande Guerra. Determinante fu il ruolo degli interventisti giunti in Marsica, tra cui spicca la figura di Nazario Sauro.
Natalia, rovetano esperto di sviluppo locale e marketing territoriale, analizza l’impatto della guerra sulla Marsica terremotata, con riflessioni su diversi aspetti. A ferire la Marsica, secondo quanto emerge dal libro, non fu solo il terremoto in sé, ma anche l’atteggiamento nei confronti del territorio con l'affievolimento del dibattito riguardante il sisma e il rifiuto degli aiuti dall'estero. Non solo. Un progressivo abbandono della Marsica a se stessa fu caratterizzato anche dal progressivo ritiro dei soldati dalle aree terremotate e dal diniego all'esonero dei giovani marsicani. Insomma, nelle pagine del libro emerge chiaramente un quadro drammatico che va ad aggiungersi a un fase storica già doppiamente drammatica.
Ampio risalto viene dato anche alle “fatiche” dei fanti-contadini marsicani accostati alle gesta del poeta soldato Francesco Giuliani, pastore semianalfabeta di Castel del Monte, autore del “Diario della Grande Guerra scritto da un pastore”. Particolare attenzione è stata riservata al presidio del fronte interno marsicano da parte dei cattolici, attingendo a piene mani dal giornale diocesano “Il Popolo Marso” e dalle circolari e lettere pastorali del conservatore vescovo Bagnoli che, come molti suoi fratelli, assunse atteggiamenti via via più patriottici e nazionalistici. Natalia, inoltre, dà voce anche ai movimenti antagonisti al conflitto, che fiorirono soprattutto nel bacinetto, l’area più sovversiva della Marsica. L’ultima parte del libro, dopo una riflessione sull’impatto politico e psicosociale della guerra e del terremoto sulla mentalità collettiva marsicana, parla degli appuntamenti elettorali dell'immediato Dopoguerra, in particolare le elezioni politiche del 1919 e del 1921 e le provinciali e comunali del settembre 1920.
Pietro Guida
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