Il vangelo secondo Antonio a Pescara

L’ultimo spettacolo della rassegna teatrale “La cultura dei legami” oggi all’Auditorium Petruzzi
PESCARA. E’ in programma, oggi a Pescara, l’ultimo spettacolo del festival “La cultura dei legami”, “Il vangelo secondo Antonio”, della compagnia Scena Verticale. La rassegna, ideata e diretta da Edoardo Oliva del Teatro Immediato, ospiterà, oggi alle 18, all’Auditorium Petruzzi di via delle Caserme, lo spettacolo «Il vangelo secondo Antonio», messo in scena da una delle compagnie teatrali italiane ed europee più blasonate, che ogni anno organizza il festival “Primavera dei teatri”. “Il vangelo secondo Antonio” - scritto e diretto da Dario De Luca, che ne è anche attore insieme a Matilde Piana, Dario De Luca e Davide Fasano - ha vinto, per la migliore regia, il Premio per il teatro e la drammaturgia Tragos”, nel 2017, e il Premio Fersen per la drammaturgia nello stesso anno. Dopo lo spettacolo ci sarà un incontro con gli artisti a cura di Paolo Verlengia.
«Don Antonio, parroco di una piccola comunità, vicario generale del vescovo, si ammala di Alzheimer», spiegano le note di presentazione dello spettacolo. «Al suo fianco la sorella, devota perpetua dal carattere rude e un giovane e candido diacono. La malattia colpirà la mente brillante di questo sacerdote e nulla sarà più come prima: i congiunti si muoveranno a tentoni in un terreno per loro sconosciuto, con rabbia, insofferenza e shock. Don Antonio, entrato nella nebbia, inizierà a perdere tutti i riferimenti pregressi della sua vita, ma allaccerà un rapporto nuovo e singolare con Cristo che porterà avanti anche quando, alla fine, si sarà dimenticato della malattia stessa».
«Dimenticare di dimenticarsi può essere comunque un punto di arrivo, un ultimo approdo verso la propria interiorità», proseguono le note. «Perché il racconto della malattia, condito dall’involontaria comicità che si porta dietro, è anche il pretesto per riflettere sulla fede e sul senso religioso che ognuno di noi, volente o nolente, ha dentro di sé. In Italia il tabù della demenza è ancora un macigno, un qualcosa che si nasconde dietro giri di parole. A più di cent’anni dalla scoperta del morbo si fa fatica ad abituarsi all’idea che tanto non c’è cura, che tanto non ci sono vere e proprie terapie. In Italia i malati sono più di un milione. A tutti loro, e alle loro famiglie, questo spettacolo è dedicato».
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 10 euro.
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