Il weekend al Florian, tra dramma e teatro-danza

12 Novembre 2021

Stasera “La chiave dell’ascensore” di Agota Kristof; domenica pomeriggio “Little something”

ESCARA. Stasera al Florian Metateatro andrà in scena, alle 20.45, lo spettacolo La chiave dell’ascensore, della scrittrice ungherese Ágota Kristóf. Prosegue così l’intenso percorso dell’interprete Anna Paola Vellaccio nelle produzioni Florian Metateatro dedicate alle figure femminili del nostro tempo. Ancora un testo profondo, importante, della grandissima Ágota Kristóf: una storia che inizia quasi fosse una fiaba classica. La bella castellana che aspetta il suo principe, la moglie che aspetta il marito. Ma la trappola della torre d’avorio, del nido d’amore che diventa luogo di reclusione, si rivelerà presto, attraverso la voce insopprimibile di una donna. Il palcoscenico-stanza viene sbirciato dagli spettatori, come da una finestra. Avvolta dalle volute della nebbia e dal vento che le muove i capelli, la Donna racconta la storia a se stessa. Tutto è reale e simbolico allo stesso tempo, le luci, i rumori, la voce che le fa eco e che le rimbomba nella testa, mentre accetta ogni privazione, di non muoversi più, di non sentire più, di non vedere più, fino a che non arriva la minaccia. Piuttosto la vita ma non la voce. La Kristóf, attraverso la sensibilità di Anna Paola Vellaccio e la suggestiva messa in scena di Fabrizio Arcuri, regista pluripremiato dell’Accademia degli Artefatti, sembra dirci quanto il desiderio di libertà sia insopprimibile; la Donna, piegata, resa folle, scissa, conserva comunque la volontà di essere un individuo e non cede all’assimilazione.
Al termine della serata Incontro con la Compagnia a cura di Isabella Micati.
Domenica alle 17.30, invece, arriva sul palcoscenico del Florian Espace lo spettacolo Little something.
Evento di teatro danza vincitore dei Teatri del Sacro 2017, il Festival di Ascoli Piceno dedicato alle intersezioni contemporanee fra teatro, tensione spirituale e ricerca religiosa, Little Something è uno spettacolo poetico e immaginifico, fuori dalle mode e dalle tendenze del contemporaneo, che promette di conquistare con immagini, movimento, parole. La messa in scena è di Loredana Parrella, un nome molto noto al mondo della danza, per una lunga carriera iniziata negli anni ’80 e collaborazioni di altissimo rilievo con i più grandi teatri. Il testo è di François Garagnon, autore francese che ha dedicato la sua arte alla ricerca spirituale, e racconta il viaggio della costruzione di sé, una lingua metaforica e personale, contrapponendo la filosofia dell’essere alla filosofia dell’avere: l’obiettivo dell’esistenza è divenire, essere un Grande Amore Senza Fine, anche se in partenza siamo una piccola cosa, un little something. Nel raccontare questo viaggio da piccolo a grande, Garagnon inventa una serie di personaggi tanto allegorici quanto vividi. Lo spettacolo è una ricerca tra teatro e danza traducendo i temi del testo in espressività coreografica e in una lingua poetica composta di parole e immagini, capace di dialogare con l’intimità degli spettatori. Il testo è un flusso ritmico e armonico che articola un percorso individuale dal desiderio di bellezza alla realizzazione piena dell’esistenza.