In gara un documentario e un corto abruzzesi

14 Ottobre 2021

TERAMO. Non solo L’arminuta alla 16ª Festa del cinema di Roma, che si apre oggi nell’Auditorium Parco della musica per concludersi il 24 ottobre. Oltre alla presenza nella selezione ufficiale del...

TERAMO. Non solo L’arminuta alla 16ª Festa del cinema di Roma, che si apre oggi nell’Auditorium Parco della musica per concludersi il 24 ottobre. Oltre alla presenza nella selezione ufficiale del film di Giuseppe Bonito, tratto dal romanzo Premio Campiello di Donatella Di Pietrantonio, ci sono altri film abruzzesi in gara nel festival. Due opere sono nella sezione parallela e autonoma Alice nella città: il documentario lungometraggio Sacro Moderno (2021, durata 69 minuti), opera prima del giovane regista teramano Lorenzo Pallotta, è in concorso nella sezione Panorama Italia e sarà proiettato il 21 ottobre; Diorama (2021, durata 11 minuti) di Camilla Carè è invece nel concorso cortometraggi e sarà proiettato oggi alle 16.30 (Auditorium della Conciliazione).
Il documentario Sacro Moderno è il primo lungometraggio di Lorenzo Pallotta, classe 1992, regista e sceneggiatore. Il film è prodotto da Limbo Film, Il Varco, Peperonito Media ed è sostenuto da numerosi enti territoriali (Comuni dell’area del Parco Gran Sasso e Monti della Laga, Consorzio Bim, Camera di commercio Gran Sasso Teramo-L’Aquila). Il film è nato dall’esigenza dell’autore di raccontare una comunità montana che cerca di sopravvivere al destino di spopolamento che colpisce i paesi più piccoli delle aree interne. Come Intermesoli, paese teramano ai piedi del Corno Piccolo, dove sono rimaste poche persone. Il documentario di Pallotta segue il giovane Simone, «erede tacito di memorie e antiche tradizioni, che si fa carico delle responsabilità del paese», si legge nella sinossi. «Non molto distante vive Filippo, eremita e individualista, che lontano da tutti cerca di ricostruire se stesso e la propria fede. Simone e Filippo, legati da silenzi opprimenti, fanno i conti con limiti e compromessi interiori sotto lo sguardo vigile di un popolo che, inconsapevolmente, travolge la loro vita e il loro destino». Con Filippo Lanci, Simone Caruso, Mattia Caruso.
Il corto di Camilla Carè "Diorama" ha il marchio della casa di produzione pescarese Piroetta, col sostegno di Mibact e Apulia Film Commission. Il film conta sull'apporto di due David di Donatello, il direttore della fotografia Daniele Ciprì e il montatore Marco Spoletini, oltre che sulla presenza nel cast di Tania Garriba (Gomorra - La serie) e Francesco Villano. In una casa isolata vive una famiglia: Padre, Madre, Figlia maggiore, Figlia minore, Neonato. La quotidianità è scandita dalle pulizie domestiche, dalla paura dell'esterno e dal peso di un'imminente invasione da cui proteggersi. Che si concretizza quando viene scoperta in casa una colonia di formiche. Gli sforzi per sterminare le intruse causeranno la scomparsa della famiglia stessa. «Un diorama è un piccolo teatro che mette a disposizione dello sguardo qualcosa di irraggiungibile grazie alla miniatura» si legge nelle note di regia. «Il diorama di questa storia è la narrazione stessa che, attraverso un espediente piccolo come una formica, racconta una favola quotidiana di timore e inerzia. Quando la drammaticità è ovunque forse perde la sua tradizionale capacità catartica».