In scena “Bang Bang!”, infedeli storie western

Al Florian di Pescara, a ingresso gratuito, un lavoro coreografico e teatrale tra archetipi virili del cow boy e ricordi infantili
PESCARA . “Bang Bang!”, un invito quasi western quello di stasera alle 18 con ingresso gratuito al Florian Espace di Pescara. Va in scena il Progetto Oikos-residenze artistiche, in pratica la restituzione finale di “Bang Bang!”, progetto vincitore del Bando Cura 2023 lanciato dalla rete nazionale di 18 residenze artistiche diffuse su tutto il territorio italiano di cui il Florian Metateatro/progetto Oikos è partner.
“Bang Bang!” è un lavoro coreografico e teatrale di forte impatto visivo di Alix Mautner, collettivo con base tra Ferrara e Roma, formato da Teodora Grano e Chiara Lucisano, straordinarie interpreti del lavoro, come anticipano le note di presentazione. Il lavoro è stato selezionato insieme a pochissimi altri otto, su circa cinquecento partecipanti. Il periodo di residenza è avvenuto in due tranche, raccontano al Florian. La prima parte nel mese di luglio e la seconda a fine settembre per concludersi con la restituzione aperta al pubblico di questa sera, «primi spettatori in assoluto e primi a poter restituire un feedback alle artiste» sottolineano dal Centro di produzione teatrale in via Valle Roveto.“Bang Bang!, una rappresentazione infedele di storie western” è un lavoro attorno al tema della virilità che mette al centro la figura del cowboy nell’iconografia western, un mondo retorico e figurativo. Qui l’icona per eccellenza, il cowboy, è utilizzato come dispositivo di indagine di una postura corporea in una sorta di enciclopedia anatomica e iconografica. «Attraversando archetipi virili e archivi di ricordi infantili la materia viene incrinata e risignificata dal corpo in un processo di trasformazione che apre a una nuova percezione del soggetto e dell’azione», osservano gli ideatori del progetto. Una rappresentazione infedele di storie western, dunque. Negli sguardi fissi prima del duello, proseguono le note del collettivo artistico, si insidia l’ambiguità di una nuova forma di tenerezza e seduzione.
Nel corpo colpito da proiettili immaginari, si manifesta una danza funebre che prende in prestito dal fumetto all’astrazione. In questa carrellata di carneficine la violenza diventa un manifesto di romanticismo e sensualità, visto al rallentatore il cowboy che muore diventa una danza patetica a base di melodramma e pirouettes. Il gioco dell’ambiguità tra tragico e riso dispiega le superfici di un ruolo che è sempre stato finto. «È un western dark, in cui la luce rivela la proporzione del buio. Sollevando la polvere di uno scheletro rigido lasciamo la vibrazione del pulviscolo a danzare».Un’ideale morte del cigno nel wild west e la sua resurrezione per un progetto che si muove tra i linguaggi della danza, del teatro e delle performing arts. Il progetto artistico gode del supporto di Komm Tanz/ Passo Nord progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni, con il supporto di Florian Metateatro-Progetto Oikos.
