In scena la Molli di Joyce tra lacrime e ironia

Il monologo con Arianna Scommegna apre stasera la stagione di “Teatro Contemporaneo” a Treglio
TREGLIO. Arianna Scommegna con la regia Gabriele Vacis apre la nuova stagione di “Teatro Contemporaneo” a cura del Teatro del Sangro: dieci spettacoli al Teatro Studio di Treglio, da ottobre a dicembre, con la direzione artistica di Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini
Si parte dunque questa sera con “La Molli. Divertimento alle spalle di Joyce”, un monologo interpretato da Arianna Scommegna per la regia di Gabriele Vacis. Punto di partenza è il monologo di Molly Bloom che conclude l’“Ulisse” di Joyce. Il personaggio di Molli viene calato in una quotidianità dalle sonorità milanesi, traslando il testo in una trama di riferimenti culturali, storie e canzoni che hanno il sapore del nostro tempo. Arianna Scommegna è sola sul palcoscenico, seduta al centro della scena; il suo monologo intenso, irrefrenabile, senza punteggiatura, senza fiato, è stretto tra una sedia, un bicchiere poggiato a terra e una manciata di fazzoletti ad assorbire i liquidi tutti, sacri e profani, di una vita di solitudine e insoddisfazione, come una partitura incompiuta. Il fiume di parole è lo stesso flusso di coscienza del personaggio di Joyce che riempie una notte insonne di pensieri e bugie, mentre aspetta il ritorno a casa del marito, Leopold, come la Molli aspetta Poldi.
L’attrice, in bilico tra il romanzo e la vita, ripercorre la propria esistenza di poco amore, infinite attese, occasioni mancate, dal primo bacio a un rosario di amanti da sgranare per mettere a tacere il vuoto, dal dolore di un figlio perduto fino a un finale «sì» pronunciato comunque in favore della vita, dell’amore da una donna mai piegata alla rassegnazione. Le note dolenti si stemperano sempre nell’ironia e in una levità che tutto salva; il testo gioca costantemente con il doppio registro denunciato fin dal sottotitolo, “Divertimento alle spalle di Joyce”. Frammenti di vita raccontati in modo ora scanzonato ora disperato, storie di carne e sangue, vita che scorre come lacrime, che si strozza in un grido o si scioglie in una risata.
