In vetta con Roberto «Cari compagni di vita e di scalate...»

15 Ottobre 2016

Esce postumo un volume dell’alpinista teramano Iannilli morto con Luca D’Andrea precipitando dal Monte Camicia

di Anna Fusaro

«Dividere il pane, dividere un ideale o una passione, essere legati da qualche cosa che accomuna. Fino ad arrivare ai compagni di cordata, i quali sono talmente compagni che letteralmente si legano l'uno all'altro. Addirittura capita che siano così "compagni" che, oltre al pane e la passione, condividano anche un ideale... ma questo è un altro discorso e capita sempre più raramente... Questi compagni possono provenire dai campi, dalle officine, dagli uffici o da dove vi pare, non è l'origine che fa differenza. In ogni caso, anche se non ci sei amico per la pelle, o non condividi un ideale, quando ti leghi a un compagno di scalata gli affidi la vita, l'unica che hai».

Così l'alpinista Roberto Iannilli apre il suo libro "Compagni dai campi e dalle officine (Personaggi e interpreti tra i miei compagni di scalata)", appena pubblicato dalla casa editrice teramana Ricerche&Redazioni. È un libro postumo. Iannilli è morto, nel luglio scorso, precipitando dalla parete nord del monte Camicia, l'Eiger degli Appennini, insieme all'amico e compagno di tante cordate Luca D'Andrea, mentre tentavano di aprire una nuova via.

Due scalatori più che esperti Roberto, classe 1954, di Cerveteri, e Luca, 51 anni, di Sulmona. Entrambi conoscevano bene la parete. «Roberto, uno degli alpinisti più forti in circolazione in Italia, era un amico» racconta l'editore Giacinto Damiani «Lo avevo incontrato a una presentazione del libro di Stefano Ardito ("Storia dell'alpinismo in Abruzzo", edito dalla casa di Damiani nel 2014, ndr) al Cai di Roma. Eravamo subito entrati in sintonia, decidendo di pubblicare il suo secondo volume, dedicato alle storie vissute coi compagni di cordata. Roberto ci aveva consegnato il manoscritto qualche settimana prima di morire, insieme alle foto dei compagni. Purtroppo non abbiamo fatto in tempo a fargli vedere il libro».

L'esistenza verticale di Roberto Iannilli verrà ricordata, domani a L'Aquila, anche attraverso la presentazione di "Compagni dai campi e dalle officine", in un incontro organizzato dal 3° Festival della Montagna (ore 16, all’Auditorium del Castello). Saranno le testimonianze dei compagni di cordata, molti raccontati nel libro, a pennellare il ritratto di questo personaggio eccezionale, con il raccordo dello scrittore e alpinista Stefano Ardito, autore del testo "Pensieri e parole per Roberto", inserito nelle prime pagine del volume, e della giornalista Linda Cottino, per anni direttrice della rivista Alp.

A conclusione della commemorazione verrà consegnata la targa in memoria "Alpinisti del Gran Sasso" a Patrizia Perilli, moglie e compagna di cordata di Roberto Iannilli. Il premio è stato istituito dall'omonima associazione, di cui lo scalatore scomparso era presidente.

Scrive Ardito, citando passi di Iannilli: «La storia di Roberto e del suo compagno di cordata perfetto, quel Luca D'Andrea che "sa fare tutto", che "gode di una salute di acciaio inox", che "comunica utilizzando una strana lingua intermedia tra l'italiano e il sulmonese ermetico". Che in montagna "viaggia con sicurezza su ogni terreno, inverno ed estate", e che "non ha mai incontrato in parete un passaggio capace di fermarlo". Invece qualcosa di terribile è successo, e la cordata più forte del Gran Sasso si è fermata».

E’ stato fondamentale il contributo di Roberto Iannilli allo sviluppo dell'alpinismo sul Gran Sasso.

Dal 1987 ha aperto circa 150 muove vie nuove sul massiccio abruzzese: la Est e le tre Spalle del Corno piccolo, la Est della Vetta occidentale del Corno grande, la Sud del Torrione Cambi, il Paretone della Vetta orientale, i pilastri di Pizzo Intermèsoli, la Nord del Camicia. Un percorso straordinario, ricco anche di decine di prime solitarie, di concatenamenti, di ripetizioni significative.

E ancora, dal 2001, una decina di spedizioni nelle valli sconosciute dell'Himalaya, delle Ande e, in California, sulle imponenti muraglie di granito di Yosemite.

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