Incontro a Lanciano sul libro con le storie di cantine e cantinieri

29 Maggio 2024

LANCIANO. Una serie di storie sulle cantine e i cantinieri della Lanciano di una volta è stata da poco pubblicata dall'Università “Vincenzo Bellisario” con la cura e gli scritti di Valerio Ruggieri e...

LANCIANO. Una serie di storie sulle cantine e i cantinieri della Lanciano di una volta è stata da poco pubblicata dall'Università “Vincenzo Bellisario” con la cura e gli scritti di Valerio Ruggieri e Remo Rapino (premio Campiello 2020), e altri brevi racconti di Nicola D’Onofrio e Gigi Fontana. Il libo si intitola “Lanciano. Storie di cantine e cantinieri, e il cibo dei ricordi” e offre un balzo negli ambienti popolari frequentati dai soliti avventori per una “tazza” di vino rosso, per una “passatella”, accompagnata, nei momenti migliori, da un piatto di verdura (pizz’e fojie), di pasta fatta a mano (rintrocilo al sugo di castrato), l’intramontabile Cif e ciaf, il pane fatto in casa con gli avanzi setacciati, bolliti e soffritti con aglio e peperoncini (le frascarille), l’immancabile baccalà e le sempiterne pallotte cac’e ove. Decine di queste pietanze sono abbinate ai nomi di cantinieri (e di qualche cantiniera) che hanno tenuto aperti i loro locali fino a qualche decennio fa, ora fagocitati e sparigliati da altre attività, e dal tempo, scandito dai calendari di Frate Indovino, che passa e che non fa sconti a nessuno. Solo l’8 settembre è rimasto per la ritualità dei contradaioli che omaggiano la Madonna del Ponte con i loro donativi. È un amarcord un po’ scanzonato, a tratti malinconico quanto basta, che rende omaggio a personaggi come Gnorscì, Da Scialì, Nicola Barone, Maranca, la Bersagliera, Za Rusine, lu Sgubbate, Murgione, la Papera Muta, ignoti alla grande storia, ma punti di riferimento per quelle persone che «nelle cantine» annota Valeria Cavacini nella presentazione «ritrovavano un senso del vivere, un palcoscenico dove, finalmente attori di se stessi, potevano e amavano raccontare e raccontarsi». Poiché «il vino è poesia imbottigliata» scrive Rapino in una nota di apertura «e la poesia è il miele. Non serve a niente, serve solo a campà e basta". Il libro sarà presentato domani, ore 17, nella vecchia Casa di Conversazione.