INTELLIGENZA BRILLANTE E MULTIFORME

21 Aprile 2015

di MAURO TEDESCHINI Provavo grande simpatia per l'ingenuità garibaldina di Francesco Sanvitale. Lo avevo conosciuto quando era un uomo di potere, presidente della Fondazione Carichieti: in un...

di MAURO TEDESCHINI

Provavo grande simpatia per l'ingenuità garibaldina di Francesco Sanvitale. Lo avevo conosciuto quando era un uomo di potere, presidente della Fondazione Carichieti: in un convegno sul futuro delle banche abruzzesi, al Michetti di Francavilla, mi ero ritrovato di fronte quest'uomo imponente, vestito all'antica, con il bastone ad aiutarlo in ogni incerto spostamento.

Ci misi poco a capire che con i ruoli di comando e la finanza Francesco aveva ben poco a che fare: alla guida della Fondazione durò pochi mesi, fatto fuori senza tanti complimenti da una congiura di palazzo a dir poco indecente. Lui ci restò male, più per il modo che per la carica e reagì denunciando chi intravvedeva dietro la macchinazione. Il tempo ha dimostrato che Sanvitale aveva ragione: sosteneva che l'ex Cassa di risparmio teatina dovesse uscire dal suo storico isolamento e proprio per questo fu buttato fuori da chi ha poi portato la banca a subire l'onta del commissariamento. Lo consigliai di lasciar perdere con le battaglie legali e di dedicarsi ai suoi veri amori: la musica, Garibaldi, la storia, la cultura...Gli offrii una rubrica sul Centro, “Fuoco e fiamme”, ma anche quella durò poco: Sanvitale fu addirittura querelato (e io con lui) per una garbata polemica e preferì lasciar stare. Mi resta il ricordo di un'intelligenza brillante, curiosa e multiforme, come piacciono a me. E il rammarico di non averlo frequentato di più in questi ultimi mesi. Riposa in pace, Francesco.

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