IRAMA, A ORTONA IL TOUR TRA POP E MEDITERRANEO

Il giovane musicista fa tappa in Abruzzo il 22 luglio In scaletta i successi e la hit estiva Pampampampam
Un titolo provocatorio per un album che racchiude sfumature variegate. È Il giorno in cui ho smesso di pensare, nuovo disco di inediti di Irama, anticipato dal successo sanremese Ovunque sarai. Al secolo Filippo Maria Fanti, a soli 26 anni vanta numeri da record: trentaquattro i dischi di platino e quattro i dischi d’oro ottenuti, tra cui spicca la certificazione di triplo platino per l’EP Plume. Irama farà tappa con la sua tournée a Ortona, venerdì 22 luglio. L’appuntamento è in Piazza San Tommaso alle ore 21.30. Una regione, l’Abruzzo, che ama molto e che ha definito «una terra meravigliosa». Il Centro lo ha intervistato in occasione della tappa abruzzese del tour.
L’album Il giorno in cui ho smesso di pensare è arrivato a quattro anni di distanza dal secondo album in studio Giovani e a due dall’EP Crepe. Come lo presenterebbe?
È un disco eclettico, con tanti generi. Passa dal mondo latino alla cultura mediterranea fino ad arrivare alla musica popolare macchiata dall’urban. Mischia diverse sfumature.
Lo definisce “progetto che non ha paura”. Cosa intende? Non ho mai avuto paura di dire la verità e di fare ciò che mi sentivo, di non seguire le regole del mercato e di fare le cose a modo mio, chiaramente per chi ha piacere di ascoltarmi. Mi è sempre piaciuto seguire l’onda sulla base di ciò che mi sentivo addosso. Nello stesso tempo, il titolo del disco vuole essere una provocazione, raccontata e ampliata dai brani.
Un disco in cui ha aperto alle collaborazioni: Gué Pequeno, Sfera Ebbasta, Rkomi, per citarne solo alcune…
Arrivano “tardi”, al quinto disco. Sono state una cosa bellissima, nate in maniera molto spontanea. Ci sono stima e rispetto reciproco per cui è stato un piacere collaborare con tanti amici e colleghi.
Cosa la ispira?
Tutto: un’emozione, una parola. La bellezza della musica e delle forme d’arte è congelare un momento e farlo rivivere.
Con il nuovo singolo PamPamPamPamPamPamPamPam porta in Italia il genere dembow, originario della Giamaica. Come nasce il brano?
Nasce dai viaggi che sto facendo in questo periodo, sto conoscendo molte culture. Ho cercato di contaminare il dembow, molto ritmico e ballabile, con la cultura mediterranea. È sempre bello imparare.
