Ironia e talento senza tempo nel nuovo libro di Rosato

Nello snello volumetto intitolato “Notizie dal Belpaese”, giochi di parole, aforismi, miniracconti e riflessioni sulle mille contraddizioni della nostra Italia
Quando si apre un nuovo libro di Giuseppe Rosato, come questo snello volumetto intitolato “Notizie dal Belpaese” (edito poche settimane fa dalla lancianese Carabba, p. 56, € 10) si è certi di non rimanere delusi, sorte purtroppo rara nell’attuale panorama librario italiano. Il cognome Rosato è infatti una garanzia, mai smentita, in tal senso.
Lo dimostra l’apprezzamento di pubblico che Rosato ha ad esempio sui social, sol che si faccia il suo nome o si pubblichi una sua citazione, magari uno scoppiettante aforisma, una sarcastica riflessione sulla vita, un’elegiaca contemplazione della natura, o un’appassionata rievocazione di affetti perduti. Tutti ci commuoviamo e ci divertiamo leggendo Rosato. Sui social non di rado chi scrive ha l’età dei suoi figli o nipoti: il professore di Lanciano ha compiuto ottantotto - vivacissimi e prolifici - anni, ciò che illumina su un’altra caratteristica della sua produzione: il talento è sempre senza tempo, per cui viene riconosciuto da più generazioni.
Purtroppo – verrebbe da aggiungere - per ciò che sono costrette a leggere, ne sono a corto, le nuove leve; ecco perché hanno imparato a avere lo sguardo lungo al di là anche di un paio di generazioni. Come dar loro torto se magari, aperta una pagina di questo libello, s’imbattono in frasi fulminanti come “Sarà bene guardarsi da chi non ha idee, ma ci tiene ad averle. Prima o poi se le farà venire”; “Versi, tanti versi, un’inflazione di versi. Persino i poeti oggi scrivono versi”.
Con giornalistica ironia, l’Autore (dal lungo passato nel mondo dei media, oltre che dell’insegnamento e della produzione letteraria) ha voluto intitolare il libro “Notizie dal Belpaese”, anche se sono le discrasie e contraddizioni dell’Italia a guidargli la mano; ad esempio, in politica, con lo sberleffo a certi ideali degradati a ideologie, ridotti a cifre identitarie: “Per mancanza di numero legale la rivoluzione è stata nuovamente rinviata a data da destinarsi”; o in materia di religione: “Quanti, anche in buona fede, continuano a credersi cristiani, dimenticando di essersi fatti , intanto, cattolici!”.
Altre volte sono i giochi di parole, col loro puro divertimento verbale-fonetico a ispirarlo: “Proverbi postremi. Chi tardi arriva (in cielo) male aleggia”; “La giovane manicure, poetessa in pectore, si dedica con particolare attenzione al labor limae “; oppure in polemica con certi sofismi del linguaggio e inconsistenti neologismi prediletti dai media: “Sarà mai stata prevista una meta, per il metalinguaggio?”.
“Notizie dal Belpaese” è diviso in sei parti. Qui per presentarlo si sono attinti aforismi soprattutto dall’ultima sezione, intitolata “Altre cose leggere e divaganti”. Ma accanto ad essi non mancano riflessioni e miniracconti, nelle prime cinque parti.
Come chiudere? Non resistendo dal riportare, ancora una volta, il divertentissimo: “I tempi s’erano fatti così bui che i medici nell’auscultare i pazienti, dicevano: sospiri, sospiri profondamente”.
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