Kermesse di arte e cucina oggi appuntamento con Cappai

MONTESILVANO. Arte e cucina. Questo il binomio vincente della kermesse “30/30/30”, che sta animando Montesilvano Colle. L’iniziativa, ospitata dallo spazio culturale Br1 e in programma fino a giugno,...
MONTESILVANO. Arte e cucina. Questo il binomio vincente della kermesse “30/30/30”, che sta animando Montesilvano Colle. L’iniziativa, ospitata dallo spazio culturale Br1 e in programma fino a giugno, punta a rivitalizzare il borgo e a trasformarlo in un «museo a cielo aperto», coinvolgendo personalità artistiche provenienti da fuori regione con l’obiettivo di far conoscere il Colle anche al di fuori dell’Abruzzo. La kermesse è organizzata da Martina Peca,titolare del Br1, e da Francesco Cinapri, presidente dell’associazione Fud Espressioni di Gusto. Protagonisti dell’iniziativa sono artisti e chef rigorosamente under 30, che per una sera mettono il loro estro al servizio di un pubblico di 30 persone. La prima artista ospite della rassegna è stata Veronica Misticoni, nipote dell’artista abruzzese Giuseppe Misticoni, che ha esposto scatti fotografici e opere pittoriche. Il primo chef ospite è stato invece, Gianni Dezio, del Tosto Bistrot di Atri. «La nostra ambizione è rivitalizzare il borgo e trasformarlo in un vero museo a cielo aperto», spiega Martina Peca. «Si tratta di una formula che abbiamo già sperimentato lo scorso anno e a cui abbiamo voluto dare un elemento di novità. Gli artisti provengono tutti da fuori Abruzzo, compresa Veronica Misticoni, che pur essendo originaria di Pescara vive a Roma. La nostra idea è quella di far parlare di Montesilvano Colle anche fuori regione e di creare un richiamo». Molto apprezzati i lavori di Veronica Misticoni. Classe 1987, nata in Abruzzo in un ambiente artisticamente stimolante, ha fatto della contaminazione il suo punto di forza. Diplomata nel 2006 al liceo artistico di Pescara che porta il suo cognome, ha proseguito gli studi all’Accademia di Belle arti di Roma, con Gianfranco Notargiacomo, Dalla pittura astratta alla sperimentazione pittorica e fotografica, ha focalizzato il suo interesse sull’elaborazione del non finito come punto di contatto tra creatore e fruitore dell’opera d’arte.
Il giovane artista ospite dell’appuntamento di oggi è il sardo Alberto Cappai. Classe 1993, all’età di 18 anni si è trasferito nella Capitale per frequentare la Scuola romana dei fumetti. Insetti, battelli a vapore, creature fantastiche, immagini come frammenti o finali di storie da inseguire sono il segno di questo artista, un mondo incantato, intimo e particolarissimo, il suo, «che spazia dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo».
Rosa Anna Buonomo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
