L’Abruzzo vero in “Il diritto alla felicità”

Stasera su Rai Gulp il film con Remo Girone girato a Civitella del Tronto e Teramo
CIVITELLA DEL TRONTO. Civitella del Tronto in prima serata su RaiGulp con la messa in onda stasera, alle 20.40, del film “Il diritto alla felicità” di Claudio Rossi Massimi, girato un anno fa nello storico paese del Teramano ai piedi della Fortezza borbonica e, in parte, pure a Teramo.
Il lungometraggio prodotto da Imago Film va in onda sul canale 42 Rai, dedicato al pubblico di bambini e ragazzi, per celebrare la Giornata per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ricorrenza del 20 novembre perché in quel giorno nel 1989 l’Assemblea delle Nazioni Unite approvò la Convenzione sui diritti dell’infanzia, ratificata dallo Stato italiano nel 1991. Dedicato all’Unicef, “Il diritto alla felicità”, 22 premi in 15 festival e la distribuzione internazionale di RaiCom, racconta con tenerezza l’amicizia tra l’anziano bibliofilo Libero, titolare di un negozio di libri usati e rari, interpretato da Remo Girone, e l’11enne Essien (Didie Lorenz Tchumbu), del Burkina Faso, immigrato da sei anni in Italia e perfettamente integrato. Allo sveglio ragazzino, appassionato di fumetti, il sorridente libraio, con negozio in piazza Filippi Pepe di Civitella, presta prima qualche Topolino per poi avvicinarlo alla letteratura attraverso Le avventure di Pinocchio, le Favole di Esopo, Il piccolo principe, Moby Dick, che Essien legge sulla panchina di un parco pubblico (la villa comunale di Teramo). Dalla sceneggiatura il regista Rossi Massimi ha poi tratto l’omonimo racconto pubblicato dalla Di Felice Edizioni di Martinsicuro. Già autore del film “La sindrome di Antonio”, interpretato da Girone, spiega il regista romano: «Ho subito pensato a lui per Libero, sapevo che lo avrebbe reso in modo convincente. Per Essien abbiamo fatto un casting nella zona di Teramo. Didie è arrivato abbastanza presto ai provini. I loro personaggi mi hanno permesso di sottolineare come l’integrazione passi soprattutto attraverso la cultura e l’affetto». La scelta di Civitella viene dalla lunga frequentazione di Rossi Massimi e della produttrice Lucia Macale col borgo teramano grazie all’amicizia col poeta Leandro Di Donato (autore Di Felice), fin da quando questi era assessore provinciale alla cultura. «Sono legato all’Abruzzo per varie vicende. Abbiamo fatto vari sopralluoghi ma alla fine la scelta è caduta su Civitella, era perfetta per il film. Il borgo è riconoscibile, ma non viene nominato perché volevo fosse un luogo universale» spiega il regista, che esprime gratitudine per amministrazioni e comunità «Non finirò mai di ringraziare, oltre a Lenadro, i Comuni di Civitella e Teramo e i cittadini per la sensibilità». «Produttivamente sono stata molto sostenuta da entrambe le amministrazioni comunali e dai cittadini», racconta Lucia Macale: «non economicamente ma come collaborazione e soluzione dei problemi. Hanno sopperito all’assenza di una Abruzzo Film Commission operante. Avevo presentato una domanda, ma non è stata presa in considerazione pur essendo il film totalmente girato in Abruzzo».
