l’approfondimento

29 Giugno 2018

Da un punto di vista geomorfologico, il Gran Sasso presenta paesaggi diversi e unici sui suoi versanti: quello occidentale aquilano scosceso e prevalentemente erboso con l’altopiano di Campo...

Da un punto di vista geomorfologico, il Gran Sasso presenta paesaggi diversi e unici sui suoi versanti: quello occidentale aquilano scosceso e prevalentemente erboso con l’altopiano di Campo Imperatore, e quello orientale teramano a maggior dislivello più aspro e roccioso.
Dal punto di vista geologico il Gran Sasso è un massiccio di origine sedimentaria costituito da calcari, dolomia, generalmente compatti, e marne.
Questi tipi di roccia differiscono per la presenza o assenza di carbonati di calcio e magnesio (calcare magnesiaco).
Calcari e dolomie conferiscono alla montagna un aspetto maestoso, con pareti altissime e verticali non riscontrabili in nessun altro massiccio dell'Appennino.
L’altitudine, la composizione delle rocce e il tipo di erosione fanno del Gran Sasso la montagna appenninica più simile ai gruppi alpini dolomitici.
I Monti della Laga sono, invece, costituiti da arenarie e marne.
La natura geologica di quest’area condiziona la morfologia e infatti le cime si presentano più arrotondate, con numerose valli incise e profonde.
La costituzione marnoso-arenacea dell’area in questione fa sì che l'acqua scorra in superficie, raccogliendosi in ruscelli, torrenti e fiumi, che precipitano a valle formando decine di splendide cascate. (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA