L’artista e il violoncello incantatore: l’abruzzese Braga idolatrato a Parigi

16 Novembre 2022

TERAMO. Un nuovo e significativo contributo alla conoscenza della figura e dell’opera di uno dei maggiori compositori abruzzesi viene dal corposo volume di Giovanni Di Leonardo “Gaetano Braga, l’artis...

TERAMO. Un nuovo e significativo contributo alla conoscenza della figura e dell’opera di uno dei maggiori compositori abruzzesi viene dal corposo volume di Giovanni Di Leonardo “Gaetano Braga, l’artista e il violoncello incantatore”, per EditPress Edizioni (559 pagine, 30 euro) col sostegno dell’associazione culturale “Gaetano Braga”.
Nel documentatissimo saggio l’autore ricostruisce minuziosamente e avvalendosi di carte inedite l’avventura artistica e umana di Braga, che, sottolinea Di Leonardo, occupò un posto di primo piano tra i virtuosi del violoncello più famosi e richiesti del suo tempo, tanto che i giornali di Chicago lo definirono «king violoncellist». La città del vento e altre metropoli statunitensi e canadesi furono toccate da una tournée di 150 concerti, tenuta da Braga tra il 1874 e il 1875. Ma fu Parigi, dove Braga visse più o meno continuativamente per un quarantennio, la culla della sua affermazione artistica: nella Ville Lumière il compositore abruzzese conobbe la crema della cultura europea e poté contare sull’amicizia e protezione di ambienti facoltosi.
Come scrive Di Leonardo nel libro, che si avvale della consulenza musicale del direttore d’orchestra Sergio Piccone Stella (presidente dall’associazione), Braga, nato a Giulianova il 10 giugno 1829 e morto il 20 novembre 1907 a Milano, fu concertista di fama internazionale, noto soprattutto per la bellissima “Serenata” e la celebre romanza “Leggenda Valacca” (citata da Cechov e Fogazzaro). Ma, sottolinea lo storico, la sua produzione non può essere ricondotta solo a quelle due creazioni, ricca com’è di una decina di opere liriche, partiture sinfoniche, musica sacra, 130 composizioni da camera, due concerti per violoncello. Braga frequentò l’alta società, i salotti culturali, conobbe Verdi, Rossini, Gounod, Dumas figlio, Boldini, il giovane D’Annunzio, suonò coi maggiori musicisti del suo tempo ed ebbe enorme successo, con adeguato ritorno economico. Lo Stradivari che ancora oggi porta il suo nome e viene suonato, fu acquistato per 300 sterline a Londra, dove nel 1856 Braga tenne una serie di concerti.
Di Leonardo, morrese di adozione giuliese, laurea in filosofia, ex docente di italiano e storia negli istituti superiori lombardi e abruzzesi, autore di vari saggi storici, ha condotto per anni la sua ricerca su Braga (Braca il cognome originario), reperendo e interrogando lettere, fotografie, spartiti, articoli di giornale, compresa la stampa musicale d’epoca, nonché i 12 Diari e altri documenti in possesso degli eredi. Parte della ricerca si è appuntata su materiali visionati in Usa, Francia, Inghilterra. E poi un elenco ragionato delle composizioni. Negli Allegati, le schede di personaggi legati a Braga, come Giulia Colonna Acquaviva, mecenate del trasferimento del piccolo Gaetano a Napoli al conservatorio San Pietro a Maiella.