today 12 giugno

Oggi, ma nel 1983, a Bologna, al civico 7 di via del Riccio, Francesco Ciancabilla, pescarese di 23 anni, studente del Dams e pittore "enfatista", presumibilmente, assassinava con 47 coltellate Francesca Alinovi, di 34, critica d’arte e ricercatrice universitaria, sua professoressa ed amante. Il femminicidio dell'amica di Keith Haring, destinato a rimanere con molti aspetti oscuri, destava enorme clamore mediatico in tutto il Belpaese. Nonostante la fuga all’estero Ciancabilla si proclamerà sempre innocente. Anche dopo il carcere. “Frisco”,
com’era soprannominato, infatti, il 9 maggio 1988, verrà condannato, con sentenza definitiva dopo il passaggio in Corte di cassazione, a 10 anni di reclusione. Col falso nome di Giampiero Contini, che utilizzerà per lavorare in un club per omosessuali, verrà arrestato a Madrid, in Spagna, il 22 gennaio 1997. Altri tre omicidi legati al corso di laurea in discipline artistiche e dello spettacolo faranno anche supporre che vi potesse essere un legame col delitto Alinovi (nella foto, particolare, la malcapitata che verrà eternata nel murale di "Rafe Art", di via del Guasto nella città felsinea, del 2017) e un potenziale serial killer. Il 30 dicembre 1982, infatti, era stato rinvenuto cadavere Angelo Fabbri, di 26 anni, fatto fuori con 12 pugnalate alle spalle. Il 3 luglio 1983, poi, verrà ritrovato il corpo senza vita di Liviana Rossi. E il 3 dicembre sempre di quell‘83 sarà la volta di Leonarda Polvani. Il fatto di sangue di quel 12 giugno 1983 verrà ricostruito anche da Victor Matteucci nelle 216 pagine del volume intitolato “Il delitto Alinovi e il caso Ciancabilla: Una tormentata e oscura vicenda processuale degli anni di piombo”, che sarà edito dalla casa editrice romana Armando, nel 2021.

