Intervista a Dagasso: «Io, Zeman, Baldini e il Pescara: vi racconto tutto»

Il centrocampista pescarese si racconta. Lo scorso giugno la promozione in B con il Pescara, poi il Venezia che vola in serie A e la Nazionale: «Devo tutto a Baldini, fondamentale per la mia crescita. Il debutto con l’Italia è stato magico»
PESCARA. «Tutti i sogni possono diventare realtà se abbiamo il coraggio di perseguirli”, diceva Walt Disney. E il sogno azzurro di Matteo Dagasso, l’azzurro dei grandi, di cui si vociferava da qualche settimana, si è avverato di recente, nella prima delle due amichevoli sotto la gestione dal ct ad interim Silvio Baldini. Che oltre ad averle vinte entrambe, ha lanciato un messaggio chiaro al movimento calcistico italiano, ferito e escluso dai mondiali da troppi anni: la gioventù non è un peccato. L’esordio di uno dei talenti più limpidi del calcio nostrano, all’interno di un gruppo formato da ragazzi di belle speranze che il ct Silvio Baldini non ha avuto timore di lanciare sulla ribalta internazionale, è arrivato al minuto 75 di Lussemburgo – Italia.
Il 3 giugno, poco più di una settimana fa. Esperienza replicata appena quattro giorni più tardi, il 7 giugno, a Creta contro la nazionale greca. Matteo Dagasso, nato a Penne 22 anni fa ma cresciuto a Pescara, si è aggiunto alla schiera di calciatori pescaresi che hanno vestito, almeno una volta, la maglia della Nazionale maggiore: Eusebio Di Francesco, Massimo Oddo, Fabio Grosso, Marco Verratti. Matteo Dagasso, uno dei migliori prodotti del settore giovanile del Pescara, è stato travolto da un turbinio di emozioni. In un anno è passato dalla finale play off della serie C con la Ternana all’esordio con la Nazionale. Un doppio salto di categoria che ha portato il giovane centrocampista dalla serie C alla B e poi da gennaio, con il mercato invernale, al passaggio nel Venezia allenato da Giovanni Stroppa e guidato dal direttore sportivo pescarese Filippo Antonelli, con cui è riuscito a centrare l’obiettivo della massima serie.
Dagasso, un anno indimenticabile.
«È stato sicuramente un anno indimenticabile. Il 7 giugno del 2025 stavo giocando la finale play off per andare in B. Una partita piena di emozioni quella, con i rigori finali parati da Plizzari (anche lui al Venezia, ndc) e la mia espulsione che aveva costretto i miei compagni a giocare in dieci per un bel po’. Esattamente un anno dopo ero seduto sulla panchina della Nazionale maggiore aspettando il momento di esordire con la maglia con lo scudetto tricolore contornato da quattro stelle dorate, simbolo delle quattro coppe del mondo conquistate».
Ci descrive quel momento in cui lo staff le ha detto “Matteo, pronto!”.
«È un miscuglio di sensazioni che ti invade. Devi essere bravo e lucido a lasciarti tutto alle spalle. Non è semplice ma devi riuscirsi».
Uno di quei desideri che si esprimono da bambini?
«È stato davvero un momento magico. Non ci avrei mai creduto se me lo avessero detto un anno fa. Sono contentissimo. Sono accadute davvero tante cose. La chiamata e il debutto con la nazionale under 21 di Baldini e poi il trasferimento a Venezia a gennaio e la vittoria del campionato di B con la mia nuova squadra».
Quando ha iniziato a tirare i primi calci nelle giovanili del Pescara immaginava tutto questo?
«No. Assolutamente no. È davvero qualcosa che solo tre anni fa quando giocavo con la Primavera biancazzurra facevo fatica anche solo a sperare».
La sua famiglia le è sempre vicino, compresa la sua fidanzata Chiara.
«Sono tutti felicissimi e stanno vivendo insieme a me questa valanga di emozioni. I miei genitori sono venuti fino in Lussemburgo con la speranza di vedermi giocare e ci sono riusciti».
Anche i nonni?
«I nonni erano a casa. Anche la bisnonna ha seguito la partita in tv e fino a che ho giocato a Pescara veniva spesso anche allo stadio. E poi ho ricevuto in questi giorni tanti messaggi da amici e conoscenti».
Lo ha dichiarato che Baldini per lei è un secondo padre.
«Mister Baldini è quello che è riuscito a responsabilizzarmi nel campionato di serie C concluso con la vittoria agli spareggi. Mi conosce molto bene ed ha avuto un ruolo fondamentale anche in questo periodo».
Le differenze con l’altro suo maestro Zdenek Zeman?
«Zeman ha avuto il pregio di rilanciarmi dopo due stagioni difficili in Primavera dopo un brutto infortunio. Sono due figure diverse ma molto importanti per la mia crescita».
Adesso che ha provato l’ebbrezza della Nazionale maggiore vorrebbe tornare di nuovo a Coverciano? Con Baldini o Mancini?
«Questo non lo so, dipenderà dal nuovo commissario tecnico e faccio un in bocca al lupo a mister Baldini. Abbiamo disputato due buonissime partite in queste ultime amichevoli con una squadra “sperimentale”. Quindi vedremo cosa deciderà chi guiderà nei prossimi mesi la nazionale azzurra».
Intanto c’è una fase finale degli Europei da raggiungere con l’Under 21.
«Si, è l’obiettivo che abbiamo a portata di mano e che vogliamo raggiungere per arrivare alla fase finale del prossimo anno.
Adesso la serie A con il Venezia, preoccupato?
«Direi piuttosto felice e curioso, allo stesso tempo, di avere l’occasione di disputare un torneo così prestigioso. Vedremo».
Com’è stato lasciare Pescara anche dal punto di vista sportivo?
«Sono andato via lo scorso inverno e per me era la prima volta. Comunque ho seguito tutte le partite dei miei ex compagni e ho sperato da tifoso che finisse diversamente da come è andata. Mi dispiace moltissimo per la retrocessione ma credo che la piazza e la società sapranno rialzarsi in fretta».
Che tipo di augurio si sente di fare alla squadra biancazzurra?
«Mi auguro possa tornare dove merita di stare cioè in serie B. Questa città, questa piazza, questi tifosi lo meritano».
La sua città l’ha premiata come migliore promessa del calcio italiano.
«Sono orgoglioso dei riconoscimenti che arrivano in particolare dalla mia città e dalla mia regione. Ma cerco di non pensarci troppo. Cerco di concentrarmi sul lavoro che c’è da fare ogni settimana per migliorarmi e per crescere».
Adesso le vacanze.
«Si, qualche giorno di vacanza e di riposo. All’inizio di luglio si riparte con il Venezia per la preparazione per il prossimo campionato di A e non vedo l’ora di cominciare».
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