L’Internet di Herzog San Francesco e il caso Orlandi

6 Ottobre 2016

di Anna Fusaro Dal mondo sregolato di Internet alla Regola di San Francesco propone salti vertiginosi, questo giovedì di novità cinematografiche. L'uscita più attesa è il nuovo film, il settantesimo...

di Anna Fusaro

Dal mondo sregolato di Internet alla Regola di San Francesco propone salti vertiginosi, questo giovedì di novità cinematografiche. L'uscita più attesa è il nuovo film, il settantesimo o giù di lì, del carismatico regista tedesco Werner Herzog "Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi" ("Lo and Behold - Reveries of the connected world" il titolo originale), che dovrà vedersela al botteghino soprattutto con "Il sogno di Francesco" dei quasi esordienti Renaud Fély e Arnaud Louvet, con Elio Germano negli stracci del santo poverello di Assisi.

Herzog, abituato a esplorare terre remote e anime lontane, con il documentario "Lo and Behold" (qualcosa come "Ecco, guarda", ma "Lo" è anche abbreviazione di "login") parte all'esplorazione del corpo etereo e imprendibile di Internet, delle sue meraviglie e dei suoi orrori, delle possibilità e dei rischi, delle risorse offerte e delle dipendenze scatenate dal web. Senza cadere nell'entusiasmo o, all'opposto, nel pessimismo e moralismo, il 74enne regista di "Fitzcarraldo" e "Nosferatu" procede in questa sua ricognizione del mondo digitale e dell'intelligenza artificiale attraverso dieci capitoli, interpellando professori di informatica, neuroscienziati, hacker, pionieri del world wide web, teorici dell'ipertesto, imprenditori, inventori e altri attori del mondo connesso. Un mondo, come suggeriscono il titolo originale e lo stesso Herzog nel corso del suo film, capace forse un giorno perfino di sognare se stesso, «come von Clausewitz diceva della guerra».

"Il sogno di San Francesco", raccontato nel film di Fély e Louvet, era nel 1209 la creazione dell'ordine religioso fondato sulla sua Regola rivoluzionaria e perciò invisa a papa Innocenzo III e alle gerarchie ecclesiastiche. Intorno a Francesco (Elio Germano) si stringono i compagni della prima ora, tra i quali l'amico fraterno Elia da Cortona (Jéremie Renier), che tenta di mediare con la potente e opulenta Chiesa di Roma, anche a costo di attenuare i principi affermati da Francesco, primo fra tutti l'esaltazione della povertà. Alba Rohrwacher è Santa Chiara.

Dalla poesia della santità alla tensione guerresca con "Mine", primo lungometraggio di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, coproduzione internazionale. Il soldato Mike Stevens (Armie Hammer), di ritorno da una missione, si ritrova bloccato in mezzo al deserto afghano dopo aver poggiato il piede su una mina. Non può muoversi, altrimenti salterà in aria. Dovrà resistere due giorni, in attesa degli artificieri, in mezzo ai pericoli del deserto e con i terroristi alle spalle.

Gli adolescenti Damien e Thomas sono i protagonisti di "Quando hai 17 anni", racconto di formazione messo in scena dal veterano del cinema francese André Téchiné. In un villaggio di montagna nel sud della Francia i due frequentano la stessa classe: sono molto diversi, l'uno borghese e autoctono, l'altro magrebino adottato da una famiglia di contadini. Si detestano, insultano, spintonano, picchiano, per poi scoprire un inaspettato sentimento di attrazione reciproca.

In sala anche "La verità sta in cielo" di Roberto Faenza, che affronta il mistero irrisolto della scomparsa, il 22 giugno 1983 a Roma, di Emanuela Orlandi, figlia 15enne di un dipendente dello Stato Vaticano. Nel film il pretesto per tornare a riflettere sull'inquietante caso, che allunga le sue oscure ramificazioni fino a oggi, è l'inchiesta di una rete televisiva inglese, che sull'onda dello scandalo "Mafia Capitale" invia a Roma una giornalista di origine italiana. Nel cast Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano, Valentina Lodovini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA