L’ultima volta dei Pooh

31 Dicembre 2016

Dopo 50 anni, concerto di addio ieri a Casalecchio di Reno

BOLOGNA. Dopo mezzo secolo di concerti e dischi, con il loro ultimo tour i Pooh hanno salutato per sempre i loro fan con un concerto d’addio, ieri sera, all’Unipo Arena di Castelvecchio di Reno in provincia di Bologna.

Nel loro ultimo tour, che si è concluso ieri, con la loro reunion, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Stefano D’Orazio, di nuovo insieme a Riccardo Fogli (che aveva abbandonato la band nel 1973 sostituito al basso da Red Canzian), hanno riempito stadi e palazzi dello sport di tutta Italia con biglietti polverizzati tappa dopo tappa all’apertura delle prevendite.

I Pooh, per chiudere il cerchio, hanno scelto di tornare dove tutto è cominciato: in quella Bologna che amano e che questa volta ha trasformato l’ultimo concerto in un evento irripetibile trasmesso in diretta via satellite nei cinema italiani.

La diretta del concerto è stata seguita anche in cinque sale cinematografiche abruzzesi: il Movieland di Chieti, il Ciakcity di Lanciano, The Space di Montesilvano, il Massimo di Pescara e l’Arca di Spoltore.

Il concerto è stato trasmesso in diretta anche sulle frequenze radiofoniche di Rtl 102.5 e di Radio Zeta L'Italiana.

Per il passo di addio i Pooh hanno proposto una carrellata dei loro più grandi successi. Circa cinquanta le canzoni in scaletta: da Piccola Katy, del 1968 (fu il primo singolo del gruppo ad entrare nelle prime 15 posizioni della Hit parade), alle celeberrime Pensiero, Chi fermerà la musica e Pierre, canzone sull'omofobia censurata nel 1976, oltre ad alcune novità tratte dal loro ultimo album, «Pooh50–L’ ultima notte insieme».

Il concerto è stato una festa al quale hanno partecipato anche fan particolari, come Francesco Facchinetti, che su Facebook, aveva annunciato che ci sarebbe stato anche lui a rendere omaggio alla band si suo padre, Roby, nel pubblico dell’Unipol Arena.

La città di Bologna, a sua volta, ha celebrato la band assegnandole la Turrita d'Oro. Il riconoscimento, che viene conferito con un atto del sindaco, è stato consegnato alla band, ieri, alla Unipol Arena.

«Il primo nucleo del gruppo musicale, poi divenuto celebre a livello internazionale», si legge nella motivazione del riconoscimento, «è partito da Bologna nel 1966. I Pooh sono la band più longeva d'Italia: hanno venduto più di cento milioni di dischi, conseguito innumerevoli riconoscimenti e nei loro concerti live si sono dimostrati pionieri nell'uso della tecnologia e della multimedialità».

Quindi, Bologna Città della musica Unesco «intende riconoscere con la Turrita d'oro il valore della lunga carriera dei Pooh, partita da Bologna e che proprio qui si conclude cinquant'anni dopo».

«In questo 2016 abbiamo vissuto tante cose belle», hanno detto i Pooh, nei giorni scorsi, nel corso della loro ultima conferenza stampa, «la gente si commuoveva sotto il palco, c’era tantissima emozione che ognuno di noi ha vissuto ogni sera. Abbiamo promesso che questo sarà l’ultimo viaggio. Il 30 dicembre saluteremo il nostro pubblico, ci abbracceremo con i fan. Terminiamo inoltre la nostra carriera musicale da amici dopo la reunion, il dispiacere c’è ma non si torna indietro».

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