La battaglia di Pizzoferrato alle origini della Resistenza

28 Ottobre 2017

PIZZOFERRATO. La battaglia di Pizzoferrato, che ebbe come protagonista la Brigata Maiella insieme alle forze alleate, svoltasi il 3 febbraio 1944, sarà al centro del convegno che si svolgerà nel...

PIZZOFERRATO. La battaglia di Pizzoferrato, che ebbe come protagonista la Brigata Maiella insieme alle forze alleate, svoltasi il 3 febbraio 1944, sarà al centro del convegno che si svolgerà nel centro del Sangro Aventino, nella sala polifunzionale della Residenza assistita, a partire dalle 16, oggi 28 ottobre, data simbolo per una epopea antifascista come quella della Brigata Maiella. «Mentre altrove», spiega il sindaco di Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli, «alcuni pensano a ricordare la Marcia su Roma, noi crediamo che vadano ricordati i lutti che le nostre popolazioni dovettero subire per le conseguenze della politica fascista, che ebbe come sbocco la guerra mondiale e l’occupazione tedesca del suolo italiano».
La battaglia fu di una violenza senza pari, si sviluppò negli angusti vicoli del paese e sotto lo sperone roccioso che lo caratterizza. Costrinse gli abitanti, i “civili”, donne, anziani e bambini, a rifugiarsi nei boschi vicini. Coinvolse anche ufficiali inglesi ed americani che poi saranno molto importanti per lo sviluppo successivo degli eventi bellici in tutto il territorio abruzzese. Anche se le forze maielline e alleate, in quella occasione subirono una sanguinosa battuta di arresto, la battaglia di Pizzoferrato mise le basi per l’organizzazione della Resistenza sul territorio abruzzese e fece della Brigata Maiella, riorganizzata sotto la guida del vice comandante Domenico Troilo, una delle formazioni partigiane protagoniste poi dell’intera fase resistenziale, fino alla liberazione dell’Italia intera.
Punto di partenza e testo guida del convegno sarà la ricostruzione dell’evento bellico svolta dallo storico abruzzese Costantino Felice nel volume del 2014 “Dalla Maiella alle Alpi”, edito da Donzelli. L’autore, che sarà uno dei relatori del convegno, ha ripreso il tema della Resistenza abruzzese anche nel recentissimo volume, edito nel settembre 2017, sempre da Donzelli, da titolo “Mezzogiorno tra identità e storia”. «La guerra in Abruzzo e Molise», scrive Felice, «di una potenza distruttrice mai vista prima, diventa ad un certo momento guerra in casa, guerra ai civili. La vita diventa esperienza estrema: nella immediatezza della sua possibile negazione, la morte, la più estrema possibile». A discutere di tutto questo, saranno, oggi, con il sindaco Fagnili e Costantino Felice, il giornalista e docente universitario abruzzese Paolo Gambescia, Maria Rosaria La Morgia, presidente dell’Associazione “Il sentiero della libertà”, e il presidente della Fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio.
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