La Corsa dei santi per la Resurrezione

1 Aprile 2018

La scoperta di Giovanni, l’incredulità di Maria, l’arrivo di Gesù

LANCIANO. Questa mattina, all'uscita dalla messa nella cattedrale della Madonna del Ponte, i lancianesi assistono alla rievocazione dell'annuncio della resurrezione del Cristo. In piazza si incontrano le statue di Gesù, di Maria e di San Giovanni, portate a spalla dai confratelli di tre congreghe che hanno sede in altrettante chiese del centro storico di Lanciano, dove vengono custodite per uscire ogni domenica di Pasqua in occasione della manifestazione religiosa conosciuta come “Corsa dei santi”.
L'appuntamento è intorno alle 12.30, al termine della funzione officiata dall’arcivescovo Emidio Cipollone. I primi ad arrivare in piazza sono i confratelli dell’arciconfraternita di Maria Santissima della Pietà e Concezione, che ha sede nella chiesa di Santa Maria Maggiore, nel quartiere di Civitanova. Da qui parte la statua del Salvatore, che si posiziona davanti al portico della cattedrale.
Dalla chiesa del Purgatorio muove invece l’arciconfraternita del Santissimo Rosario, che porta a spalla la Vergine Maria, e si ferma inizialmente all’imbocco di corso Roma. È quindi la volta della confraternita dei santi Simone e Giuda Taddeo, che arriva da Sant'Agostino, nel rione di Lancianovecchia, con San Giovanni. Quest’ultimo vede il Cristo risorto, s’inchina e va a darne l'annuncio a Maria, che dopo un primo momento di scetticismo s’incammina verso il figlio. Era questa la parte della cerimonia che, come si racconta, un tempo veniva svolta appunto di corsa, facendo perciò nascere il nome di “Corsa dei santi”. Il rito è descritto nei versi in dialetto del compianto poeta lancianese Mario Bosco che, nella “La corse de li sente”, evoca così questo momento: «Nen c'acrede pe ddu vote / e, finalmente, Marie, ecche corre / p'aribbracciarse lu Fije che va' / che je va 'ncontre nghi San Giuvanne».
I versi di Bosco si concludono con la caduta del velo che copre Maria, e che «a gne nu gije / la “bona pasque” pe lu ciele spanne / tra vole de palomme e passaritte». La liberazione di colombi in cielo che concludeva l'incontro è stata “tagliata” una quindicina di anni fa, quando un’ordinanza comunale vietò per questioni igienico-sanitarie, senza eccezioni, la liberazione di volatili. Si tratta comunque di uno dei riti pasquali che ha subito meno aggiustamenti, rimanendo pressoché immutato nel tempo, oltre ad essere uno dei meno pubblicizzati. Dopo l'incontro di oggi le tre statue restano in cattedrale fino a martedì: i confratelli a mezzogiorno si danno appuntamento in piazza per un nuovo saluto tra i santi, che poi vengono ricondotti nelle rispettive chiese.
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