La La Land rock nell’era Breznev Applausi per il film di Leto

11 Maggio 2018

CANNES. Per Kirill Serebrennikov sedia vuota ieri alla conferenza stampa di Leto (Summer), una sorta di La la Land rock russo molto applaudito alla prima stampa del Festival di Cannes e che potrebbe...

CANNES. Per Kirill Serebrennikov sedia vuota ieri alla conferenza stampa di Leto (Summer), una sorta di La la Land rock russo molto applaudito alla prima stampa del Festival di Cannes e che potrebbe aspirare ad un posto nel Palmares. La sedia vuota, per l’eclettico e scomodo Serebrennikov, sta a dire che Vladimir Putin non ha fatto il miracolo. Il regista russo rimane così agli arresti domiciliari, con l'accusa di frode fiscale, e questo nonostante le pressioni del ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian, a cui Putin avrebbe risposto secco, secondo quanto detto ieri dal produttore Ylia Stewart: «La giustizia è indipendente».
Peccato, perché il film di oltre due ore, girato sincopatamente b/n e colori e con interventi grafici pop d'epoca, ti fa piombare nella Russia degli anni Ottanta, nell'epoca Breznev, quando la scena rock era solo agli inizi e veniva vista come pericolosa: una musica controrivoluzionaria, una contaminazione dell’odiato Occidente capitalista. Le prime sequenze dicono tutto del clima di allora. Ci ritroviamo in un club rock di Leningrado, concessione del regime alla voglia di musica di una generazione degenerata, qui un gruppo rock suona, ma i giovani spettatori restano seduti, ingessati, per non rischiare di essere ripresi da funzionari sovietici. Di scena in Leto la biopic di due leggende del rock russo come Viktor Tsoi (cantante, chitarrista, attore, poeta, vigile del fuoco e leader della rock band Kino) e Mike Naumenko, frontman dei Zoopark, entrambi morti giovanissimi. Divisi o complici nei gusti musicali – si va dai Doors a Iggy Pop, dai Who a Lou Reed, dai Sex Pistol ai Velvet Underground – Tsoi (Teo Yoo) e Mike (Roman Bilyk/Roma Zver) si ritroveranno a condividere, con rivoluzionaria civiltà, anche la stessa donna Natasha (Irina Starshenbaum), moglie di Mike, in una delicata storia d'amore che ricorda Jules e Jim.
La musica rock sostiene tutto il film che a volte si fa videoclip e a volte musical. E alla fine in sala Debussy arrivano veri applausi. Serebrennikov, prevalentemente regista teatrale, è ai domiciliari dall'agosto del 2017, prima che il film fosse finito (lo ha montato a casa). È accusato di frode fiscale per aver sottratto 68 milioni di rubli (900 mila euro) per finanziare il progetto artistico Platforma. L'ex direttore del teatro di avanguardia Gogol ha avuto il sostegno di attori e registi sul buon lavoro Platforma. In passato il regista si è opposto all'annessione della Crimea e appoggiato il movimento Lgtb.
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