La misteriosa Myss Keta al Pin Up

16 Maggio 2019

L’artista dal viso coperto presenta live il suo nuovo album “Paprika”

MOSCIANO SANT’ANGELO. Il suo volto è un mistero. Ha conquistato la scena con il suo mix di elettronica e afro, ma chi si cela dietro la maschera di Myss Keta? Tutti ne parlano, ma nessuno sa chi sia davvero la rapper che nasconde la sua faccia in ogni video e apparizione pubblica, ma ha già conquistato una larga fetta di pubblico.
Domani sera Miss Keta sarà al Pin Up di Mosciano Sant’Angelo (biglietti su Ciaotickets o la sera dell’evento al botteghino costo € 13) in un live in cui presenterà “Paprika”, il suo ultimo album uscito per Island/Universal Music Italia) in cui traccia una nuova traiettoria nel suo percorso artistico e – dopo il viaggio interiore e oscuro del precedente “Una vita in Capslock” – svela il lato positivo e future-pop della propria personalità.
Il titolo del lavoro omaggia esplicitamente il maestro del cinema erotico d’autore Tinto Brasse, una cover che cita l’iconica Valeria Marini di “Bambola”, pellicola dello spagnolo Bigas Luna, mixati però con un’estetica che richiama gli anime giapponesi, in particolare l’omonimo Paprika del maestro Satoshi Kon. Il nuovo piccantissimo progetto della regina della notte è uno scintillante caleidoscopiodi situazioni sexy e variopinte, nato dalle menti di Miss Keta, Dario Pigato, Riva e Simone Rovellini. Un album color rosso ardente e dal sapore forte, fortissimo. Anche romantico, ma nel modo che intende Miss: amori fugaci, inseguimenti lisergici e lovestory consumati al luna park in maniera ironica e consapevole, raccontati al suono di r’n’r americano di inizio millennio e rap old school, con venature world (dai Caraibi al Medio Oriente) e futuristiche influenze avant pop.
Myss Keta nasce nel 2013 in una «caldissima notte di agosto» nei sotterranei di Milano. O almeno così dice la sua biografia ufficiale. Dietro l’artista in maschera c’è il collettivo creativo Motel Forlanini. «Tutto quello che abbiamo adesso ce lo siamo costruito con il sudore», ha riferito la crew. Sull’identità della rapper regna dunque il mistero, nonostante il successo immediato. Sappiamo che ha 30 anni, parla di sesso, droga e trasgressione, e il suo personaggio è nato come gesto di ribellione verso un periodo storico in cui conta più l’immagine che la sostanza. In cui tutti vogliono mostrarsi, magari nei selfie pubblicati sui social, ma hanno paura di esprimersi. “Paprika” proietta Miss al centro di un universo dove il pluralismo dei rapporti e l’accelerazione la fanno da padrone. Attraverso14 brani, di cui 11 nuovi di zecca e 3 remix, Myss Keta spalanca le porte su una nuova pagina della sua storia, scritta anche attraverso le prestigiose collaborazioni presenti nel disco: daGué Pequeno-featuring del secondo singolo estratto, Pazzesk, al vincitore di Sanremo 2019 Mahmood, da Wayne Santana della Dark Polo Gang a Gemitaiz, Luchè e Quentin40. Fino al remix di un brano cult come “Le Ragazze di Porta Venezia” con Elodie, Joan Thiele e Priestess. Spiccano inoltre le produzioni diPopulous, Gabry Pontee Cacao Mental, che rendono ancora piùardente il lavoro di produzione sull’album svolto da Riva.
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