La nuova dop d’Abruzzo sarà il pomodoro a pera

12 Novembre 2015

Il Consorzio Produttori decolla con bottiglie e vasetti

SILVI. Pomodoro a Pera d'Abruzzo e spaghettoni Primograno di semola di grano duro varietà San Carlo, spighe coltivate come in passato dagli agricoltori dell'area vestina tra i corsi d'acqua del Nora e del Tavo e poi raccolte nei mulini, acqua del Gran Sasso, trafila di bronzo. A quasi cent'anni di distanza il racconto della terra abruzzese arriva fumante in tavola con il tricolore più amato dagli italiani. Il verde del basilico. Il giallo dorato della pasta di grano tutto abruzzese dal caratteristico sapore di pane. Il rosso autentico del vecchio ecotipo, l'antenato del pomodoro a pera coltivato mezzo secolo fa in varie zone d'Abruzzo, in modo particolare a Francavilla al Mare, rinnovato dalla selezione semenziera grazie alla collaborazione tra Consiglio per la ricerca e la sperimentazione (Cra) e l'assessorato regionale all'Agricoltura. Saab-Cra (Sapore antico Abruzzo) la denominazione oggi propagandata dall'apposito Consorzio Produttori Pomodoro a Pera d'Abruzzo che raggruppa i primi coltivatori in rete, distribuisce il seme ad aziende e vivai convenzionati ed ha anche avviato l'iter per ottenere la denominazione Dop.

Per ora tre-quattrocento mila le bottiglie prodotte di passata, pezzetti, pezzettoni. Delizioso nettare per cui la domanda è crescente in barba ai prezzi in assoluto più cari, di tre-quattro volte rispetto ai rossi tradizionali. Oltre un milione gli abruzzesi che vorrebbero consumarne almeno una bottiglia o vasetto. Basse rese, coltivazione impegnativa, prodotto delicato e caratteristiche uniche, che restano inalterate grazie alle più moderne tecnologie di conservazione del prodotto da fresco.

Pochi semi, polpa abbondante, gusto dolce e vellutato. Un pomodoro prezioso, da intenditori, una bontà anche da crudo, «che agli stranieri diamo anche a colazione: pane olio e pomodoro!» racconta Massimo Mariani, ex bancario tornato alla campagna, a Penne, dove richiama turismo di fascia alta in cerca di autenticità italiana. «Abbiamo scelto di non vendere sugli scaffali della grande distribuzione perché questo prodotto ha un'anima, una storia da raccontare», ha detto nel corso della vivace serata di degustazioni di passate di Pera d'Abruzzo (tre più un intruso da riconoscere) e Spaghettoni Primograno (ricette facili da provare nella pagina a fianco) organizzata dalle condotte Slow Food di Pescara, Vastese, Vestina, Val Vibrata-Giulianova, alla Griglia di casa nostra, Silvi. Presenti le aziende produttrici del consorzio Rosso Abruzzo – sorto nel 2014 e guidato da Luciano Camerana, soci fondatori Rustichella d'Abruzzo spa di Pianella, Verde Abruzzo srl e Tenute Fragassi di Città Sant’Angelo, azienda agricola Travaglini di Vasto e azienda agricola Cantoro di Morro d'Oro – Tenuta Fragassi (Citta Sant’Angelo), Agricola Cignale (Penne), Azienda Fabio Passeri (Loreto Aprutino).

E il gelatiere Giogoloso, di Ortona, con la sua artigianale Cremolata di pomodoro a pera. Filiera certa, bontà fatta con arte, cento per cento Abruzzo: «Il progetto Primograno», ha raccontato Gianluigi Peduzzi, presidente del marchio Rustichella d'Abruzzo, «rappresenta un motivo di orgoglio per il nostro pastificio, ormai pronto alla quarta generazione. Abbiamo migliorato il prodotto nella tenacità e percentuale di glutine. Non la stessa di un blend di grani normalmente provenienti dall'estero, ma un sapore tutto italiano e per questo inimitabile». E quest'anno la novità della pasta millesimata, come uno champagne: grano abruzzese della raccolta 2015. «Perchè», rilancia Peduzzi, «se la pasta confezionata ha la sua scadenza, come si fa a sapere di che annata è il grano con cui è stata prodotta?».

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