La pizza Margherita più alta d’Abruzzo

5 Agosto 2017

Preparata e cucinata in cima alla vetta del Corno Grande sul Gran Sasso: «Un modo per far conoscere questa regione»

Cuocere una pizza “Margherita d’Abruzzo” a 2.912 metri di altitudine sul Gran Sasso, per promuovere il rilancio del territorio abruzzese, con la possibilità di aver realizzato un record regionale, se non nazionale. È questa l’impresa compiuta da Vincent Di Marcello, pizzaiolo di Castellalto (Teramo), che ieri mattina, accompagnato da una guida canadese e altri due aiutanti, è salito fino in cima alla vetta occidentale del Corno Grande, munito di zaino con tutti gli ingredienti del caso e apposito fornetto da campeggio, portato in spalla per oltre tre lunghe ore di cammino.
Per la ricetta della “Margherita d’Abruzzo” sono stati utilizzati prodotti rigorosamente locali, a cominciare dalla farina di Solina con la quale è stata realizzata la pasta già pronta, per proseguire con il pomodoro a pera nostrano usato per il sugo e la ricotta di pecora farcita a sostituire la mozzarella.
«L’idea è nata qualche mese fa, stavamo aspettando la giornata adatta per tentare la nostra avventura», racconta Vincent, «così, di buona lena, ci siamo alzati alle 4,30 del mattino per raggiungere due ore dopo il piazzale di Campo Imperatore. Siamo partiti da lì, con Marco Di Marcello, membro dell’associazione canadese “Guide di Montagna”, a condurci lungo il cammino fino alla vetta. Gianni e Francesca, altri due componenti della famiglia, mi hanno aiutato a portare l’attrezzatura».
Il pizzaiolo spiega che tutti e quattro si sono fatti carico di una parte del peso fino alla meta: il fornetto da campeggio è stato smontato per facilitarne il trasporto mentre per preservare la freschezza degli ingredienti è stata portata in quota anche una borsa frigo. «Una volta giunto sulla cima, circondato da un panorama mozzafiato, mi sono messo all’opera», continua Vincent, «Abbiamo rimontato e allestito il fornetto sulla roccia, senza alcun rischio, quindi, costituito da eventuali fiamme libere. Ho poi tirato fuori la pasta utilizzata come base e il pomodoro e la ricotta per farcire la pizza, che è stata cotta qualche minuto dopo».
Durante la preparazione, il quartetto è stato raggiunto da numerosi escursionisti, anche di nazionalità straniera, tutti incuriositi dalla scena inusuale. «Abbiamo condiviso e mangiato con alcuni di loro la pizza in alta quota, tra risate e sorrisi, in un clima di estrema positività», conclude il pizzaiolo, «Del resto, l’obiettivo era proprio questo: far conoscere anche all’estero questo bellissimo territorio e rilanciarlo dopo i terribili eventi che lo hanno colpito, con l’invito a venirci trovare per scoprire tutte le meraviglie dell’Abruzzo».
Chiara Di Giovannantonio