La tragedia della Shoah sugli schermi da oggi

Dalla riedizione di “Schindler’s List” a “I bambini di Rue Saint-Maur 209” al Colonna di Pescara sabato
In vista della Giornata della memoria arrivano nei cinema titoli dedicati al ricordo della Shoah. Film inediti e la riproposta della pellicola monumento “Schindler's List” di Steven Spielberg: interpreti principali Liam Neeson (Oskar Schindler), Ben Kingsley, Ralph Fiennes, tre ore e un quarto, sette Oscar, il film è in sala da oggi a domenica a 25 anni della sua uscita in Italia.
Tra i nuovi discorsi filmici sulla persecuzione degli ebrei escono oggi il documentario “I bambini di Rue Saint-Maur 209” e il film a soggetto “L'uomo dal cuore di ferro”. In programma sabato 26 a Pescara al Museo Vittoria Colonna (ore 17.15) su iniziativa di Acma, “I bambini di Rue Saint-Maur 209” di Ruth Zylberman ricostruisce la storia di una piccola comunità ebrea durante l'occupazione nazista a Parigi. La regista per anni ha cercato gli allora inquilini del palazzo al civico 209, abitato in gran parte da ebrei, la metà deportati. Zylberman ha rintracciato nelle periferie parigine, a Melbourne, New York e Tel Aviv chi all’epoca era bambino e si è fatta raccontare le loro storie, filmandoli negli spazi dove avevano un tempo abitato.
“L'uomo dal cuore di ferro” di Cédric Jimenez ritrae il più crudele gerarca del Terzo Reich, Reinhard Heydrich (Jason Clarke), il “macellaio di Praga”, feroce repressore della resistenza cecoslovacca da governatore del Protettorato di Boemia e Moravia. Uomo mediocre, espulso con infamia dalla Marina tedesca, iniziò l’ascesa con la nomina a responsabile dell'intelligence delle SS da parte di Himmler, col quale pianificò la soluzione finale. Fu ucciso nel 1942 a Praga da due giovani resistenti addestrati a Londra. Rosamund Pike è Lina, ambiziosa signora Heydrich.
Domenica 27 ecco il documentario “Chi scriverà la nostra storia” di Roberta Grossman, che riscopre l’Oyneg Shabbes (La gioia del Sabbath), l’archivio segreto creato dallo storico Emanuel Ringelblum fin dai primi giorni dell’istituzione nazista del Ghetto di Varsavia, dove nel novembre 1940 furono rinchiusi 450mila ebrei. Un gruppo di giornalisti, ricercatori e capi della comunità volle combattere le bugie della propaganda dei carnefici consegnando agli ebrei penne e taccuini, perché raccontassero quel che accadeva dalla loro prospettiva di vittime. Oltre 60mila pagine di diari, e manifesti, fotografie e oggetti sono il lascito dell’Archivio. Una delle voci narranti è Adrien Brody, il pianista dell’omonimo film di Polanski. (afu)
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