La valle del Puzzillo tra merletti di rocce

27 Settembre 2019

Partenza da Campo Felice e si va verso il Rifugio Sebastiani

Quando torno a Campo Felice sento sempre una grande gioia. Parcheggio l’auto nei pressi del Rifugio Alantino a circa 1.500 metri di altitudine e scaldo i muscoli camminando in piano fino ai resti delle miniere di bauxite (1.650 m, 2 km circa).
Da qui, in 20 minuti arrivo su una delle mie balconate preferite (1.766 m), quella che restituisce agli occhi l’ampia valle del Puzzillo e i merletti di roccia che la incoronano (sentiero 1). Oggi percorriamo la carrareccia che va verso il Rifugio Sebastiani, proseguiamo fino all’altezza di 1.900 m circa, intercettiamo il sentiero 1E che porta al panoramicissimo Passo del Puzzillo e proseguiamo per le creste del Costone. Dalla “balconata” a 1.766 m fino al Passo del Puzzillo il cammino è, come ogni volta, incantevole: sembra di essere in uno scrigno naturale dei più preziosi, dove non si sente fatica ma solo l’odore dell’aria che ci riporta i profumi dei fiori, dell’erba calpestata, delle chiome dei faggi al vento, delle corse dei cervi e delle tane delle volpi.
Il Passo (2.073m) ci accoglie con un panorama noto che abbraccia a nord i Monti della Duchessa assieme ai boschi del confine Lazio Abruzzo. Si abbandona il sentiero 1E che va verso la selletta di Solagne e si attraversa un facile brecciaio al termine del quale, con un breve tratto in salita (circa 1 km dal Passo), si è sulla cresta che sorvola quella roccia bellissima chiamata Vena Stellante; sì, sarete proprio lassù passando per il punto più alto, 2.239 metri (Vetta del Costone Occidentale).
Si fa subito una sosta affinché gli occhi possano assaporare lentamente il dispiegarsi di tanta bellezza. Non so da dove iniziare, forse dal Lago della Duchessa che lega a sé i monti più vicini adornandoli con il riflesso di vette e prati dentro il suo specchio d’acqua. E poi verso Nord fanno da sfondo il Monte Cava, il Terminillo, i Sibillini e il Gran Sasso e ancora tutto, tutto l’Appennino e vicino e poderoso il Monte Velino.
Dei tanti spettacoli che l’Appennino ci offre questo per me è uno dei più struggenti, forse perché famigliare, magari per nostalgia: vengo spesso quassù da sola a radunare i pensieri belli e i ricordi, indispensabili a dare leggerezza alle giornate senza montagne. Ora guardiamo verso Sud-Est, il lunghissimo crinale che percorreremo (2 km circa), a picco sulla valle del Puzzillo e parallelo al Malopasso, quello che conduce alla bellissima Val di Teve.
Il cammino in cresta è come una corsa a perdifiato verso l’immensità e, infatti, in breve (45 minuti dal passo del Puzzillo, 3 ore dalla partenza) saremo sulla vetta del Costone, che abbiamo già visitato e infatti profuma di casa. Si scende velocemente al bellissimo Rifugio Sebastiani con lo sguardo catturato dai Piani di Pezza, le cimate, il Sirente e i ricordi d’infanzia. Dopo la sosta d’obbligo al bellissimo e attivissimo rifugio riscendiamo per l‘evidente sentiero e poi, dal fontanile, quasi in piano, raggiungiamo di nuovo la “balconata”: prima di scendere voltiamoci. È incredibile, siamo stati fin lassù su quell’interminabile linea ondulata che divide il cielo dal nostro cuore.
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