La vita agra di Lorello e Brunello in un documentario di Jacopo Quadri

23 Febbraio 2018

BERLINO. “Lorello e Brunello” è sia il titolo del film di Jacopo Quadri che dei due protagonisti di questo documentario che si svolge in Maremma durante un intero anno scandito dalle quattro stagioni....

BERLINO. “Lorello e Brunello” è sia il titolo del film di Jacopo Quadri che dei due protagonisti di questo documentario che si svolge in Maremma durante un intero anno scandito dalle quattro stagioni.
Già in concorso al Torino Film Festival (Premio Cipputi e Menzione speciale della Giuria Torino 35) passato ieri al Festival di Berlino nella sezione Culinary, il docu racconta la vita reale di Lorello e Brunello Biondi che vivono da soli nel podere dove sono nati ai Pianetti di Sovana, nella Maremma “povera”. Per loro c'è solo il lavoro, mai un giorno di pausa, e anche una naturale resistenza «da veri contadini» che fa sì che la terra non si metta mai in discussione: non si vende. Eppure i due sono in perdita, non ce la fanno: hanno 400 pecore e 100 ettari di terra, ma il latte vale sempre meno e così è per il grano. Vedono intanto prosperare intorno a loro l'economia dei grandi viticoltori come i confinanti Antinori. Potrebbero vendere, ma non lo fanno. Mentre nella zona sono in aumento i lupi, e di quelli peggiori, quelli imbastarditi coi cani che li rendono più feroci. Il film, realizzato dal famoso montatore di Rosi, Martone e Virzì, segue per un anno la vita di questi gemelli Biondi e dei loro vicini: ce li fa vedere mungere e vegliare, tra polvere, recinti da costruire e tra morti e nascite di animali. Nessun commento fuori campo, solo lo spirito toscano dei protagonisti di poche parole. Lo stesso spirito condiviso da altri personaggi come l'anziana e saggia Ultimina, che ha visto nascere i gemelli; Giuliano che non riesce a governare i maiali e sua mamma Wilma che vorrebbe ribellarsi alla miseria. Infine il sabato è la volta di Mirella, la scanzonata fidanzata rumena di Brunello che lavora in un paese vicino. «Questo è anche il racconto di un assedio», dice Quadri. «I due contadini sono soprattutto esseri umani che smettono di essere ciò che sono nel momento in cui diventano solo produttori di merci e vengono assediati dal grande mercato globale. Insieme a loro è sotto assedio l'esistenza della vita e dell'economia contadina». E ancora il regista: «In realtà Lorello e Brunello sono miei vicini di casa, li vedevo passare con le pecore ogni giorno e siamo diventati amici. Questo documentario è stato anche un po’ una scusa per conoscerli meglio. Loro si sentono un po’ invisibili, ma hanno subito accettato il fatto di comunicare all'esterno il loro mondo. Per loro tradisce chi abbandona il territorio e lo fa tornare ad essere macchia, ovvero terra di lupi e selvaggina. E questo non va fatto».
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