Lady Gaga: io, Patrizia Reggiani, una pantera

La popstar parla del suo personaggio alla vigilia dell’uscita del film “House of Gucci”: «Un po’ mi ha aiutato Tony Bennett»
NEW YORK. «Non volevo trasformare Patrizia Reggiani in una caricatura». Nei giorni che precedono l’uscita nelle sale di “House of Gucci” Lady Gaga racconta come è arrivata all’interpretazione che potrebbe fruttarle il secondo Oscar della sua carriera, stavolta come migliore attrice dopo quello per la miglior canzone in “È nata una stella”.
«Patrizia voleva sentirsi parte quando non lo era. Per molti versi la posso capire, così ho portato quella parte del mio carattere nel ruolo trovando un modo di assimilarmi a ritroso: da italo-americana a italiana che voleva sopravvivere e che, a dispetto di tutti i suoi sforzi, non ci riusciva», ha detto Gaga, che stasera sarà ospite da Fazio, spiegando di aver avuto, nella prospettiva che l’ha portata a ricreare il personaggio della Reggiani, un po’ di aiuto dall’amico Tony Bennett: «Lui odia il modo con cui gli italiani sono rappresentati come criminali, ad esempio nei film di un certo regista», ha detto, riferendosi a Scorsese. Rispondendo poi a domande del pubblico dopo una anteprima a Los Angeles, Gaga ha confermato di aver modellato il suo accento su quello del Nord Italia, praticandolo non stop per 9 mesi anche nella vita reale. Basato sul libro “The House of Gucci” di Sara Gay Forden, il film segue l’ambiziosa Patrizia nel corteggiamento di Maurizio Gucci (Adam Driver), il matrimonio da outsider nella dinastia dietro la celebre casa di moda e il tetro finale in cui lei assume un sicario per assassinare il marito. «Quando mi hanno offerto la parte attraversavo un momento veramente complicato», ha raccontato Gaga al New York Times: una depressione in cui l’artista nata 35 anni fa come Stefani Joanne Angelina Germanotta si dibatteva. Così, quando arrivò l’offerta di trasformarsi in un’altra persona nel film di Ridley Scott, lei afferrò l’occasione. Gaga ha detto di non aver letto il libro della Forden, ma di aver studiato il personaggio di Patrizia in tutte le sue sfumature: «Appena Ridley mi disse che il suo per Maurizio era stato amore, abbandonai l’idea che fosse una cercatrice d’oro e ho letto ogni articolo stato scritto su di lei, ogni intervista». La star ha spiegato di non aver voluto incontrare Patrizia Reggiani, tornata in libertà nel 2016 dopo la condanna a 18 anni di carcere: «Avrebbe avuto un’agenda e mi avrebbe raccontato la storia come voleva che fosse raccontata». Quanto al metodo di recitazione usato, Gaga ha rivelato al New York Times di essersi ispirata a tre animali: un gatto all’inizio, poi una volpe quando cerca di convincere Maurizio a interessarsi agli affari di famiglia, e alla fine una pantera quando un avvocato dei Gucci la raggiunge alla scuola della figlia con i documenti per il divorzio: «Ho studiato la pantera. Come seduce le sue vittime, come rallenta prima di colpire, come esce di sé per la fame e pensa solo a sopravvivere. Ho sempre pensato che Patrizia abbia cercato di sopravvivere per tutta la sua vita».
