Laura Curino dà voce alle donne dimenticate

L’attrice al Montone Festival tra Sole e Luna con Scintille: Caterina e la storia che diede vita all’8 Marzo
MOSCIANO SANT’ANGELO. A illuminare l’ultima serata del Montone Festival tra Sole e Luna una protagonista assoluta del teatro italiano: Laura Curino, autrice e attrice torinese tra i maggiori interpreti del teatro di narrazione .
Nel borgo sulla collina di Mosciano Sant’Angelo questa sera alle 22 Laura Curino porterà Scintille, uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Catania per la regia di Laura Sicignano, che rievoca la tragedia dell’incendio della fabbrica Triangle in cui persero la vita 146 persone, in maggioranza donne; evento che ebbe una vasta eco sociale e politica determinando la nascita di quella che poi sarebbe diventata la Festa della Donna.
Lo spettacolo rievoca questa giornata dal punto di vista delle protagoniste, una madre e due figlie, emigrate dall’Italia in cerca di fortuna. Una scintilla. Forse è scaturita da una delle fioche lampade a gas che illuminano le file di cucitrici, chine sulle loro macchine. In un attimo, all’ottavo piano del grattacielo che ospita la fabbrica, prendono fuoco le camicette appese sopra le teste delle lavoratrici, gli avanzi di tessuto ammucchiati i negli stanzoni, i rocchetti di filo. Non esiste un’adeguata protezione antincendio. Il fuoco impedisce di fuggire. C’è solo una scala d’emergenza, che subito crolla sotto il peso delle operaie. Le porte sono sbarrate: le hanno chiuse i proprietari della fabbrica, per impedire che le lavoratrici escano prima dell’orario stabilito. La tragedia si svolge in 18 minuti: 146 morti, quasi tutte ragazze. Seguiranno una serie di processi, da cui i proprietari della fabbrica usciranno praticamente impuniti. Ma la scintilla della protesta si è sprigionata. Molti altri episodi hanno concorso a dar vita all’8 marzo: è certo che se anche fosse falso il collegamento storico, non c’è episodio nella storia delle donne più adatto a segnare un punto di svolta. «Non una narrazione, ma una molteplicità di interpretazioni», si legge nelle note della regista, «dove il personaggio di una madre, la Caterina, come una matrioska contiene ed emana da sé gli altri personaggi, le figlie e un coro di altre figure, minori ma non secondarie. La storia minore delle donne che hanno fatto la Grande Storia, ma sono state dimenticate. Tra i 146 nomi spiccano nuclei famigliari: ci sono Maltese Caterina, 39 anni, Maltese Lucia, 20 anni, Maltese Rosa, 14 anni, Italia. Chi erano queste donne? Cosa sognavano quando sono partite alla ricerca del sogno americano? ».
