Le banche raccontate da vicino: consigli per risparmiatori sereni

19 Febbraio 2016

L’AQUILA. «L'esperieenza non è quello che succede, ma è quello che fate in rapporto a quel che succede». E' partendo da questa citazione da Aldous Huxley che il giornalista Leonardo Gasbarro,...

L’AQUILA. «L'esperieenza non è quello che succede, ma è quello che fate in rapporto a quel che succede». E' partendo da questa citazione da Aldous Huxley che il giornalista Leonardo Gasbarro, napoletano di nascita da anni trapiantato a Castel di Sangro, ha costruito un bel saggio (“Rischio banche - Difendi i tuoi soldi da trappole e inganni”, ed Sperling & Kupfer, euro 16,90) sull'inverno nero del risparmio, partendo dal crac di quattro banche storiche di provincia (una di queste è la Carichieti) e passando poi ai brischi saliscendi della Borsa (più scendi che sali...) e al gelo dei tassi zero.

Si parte proprio con il decreto salva-banche e il cosiddetto “bail-in”, ovvero il meccanismo voluto dall'Europa che ha coinvolto anche gli obbligazionisti titolari di "subordinate", oltre agli azionisti, nel naufragio dei quattro istituti di credito di cui parlavamo sopra. Una brutta storia, fatta di cattive informazioni e di omissioni sui reali rischi che i risparmiatori stavano correndo. La morale è che è finita un’epoca, con i rendimenti sottozero e un cambiamento epocale legato alla digitalizzazione della società, denaro compreso. Ed é finita, secondo Gasbarro, anche l'epoca del risparmio fai-da-te, in un mondo finanziario sempre più insidioso e complicato, in cui solo mani esperte riescono a destreggiarsi. Ma il libro non si limita a una diagnosi di quel che non ha funzionato: il quarto e ultimo capitolo, “Sulla strada da seguire”, è pieno di consigli sul come individuare una banca solida a cui affidare il proprio gruzzoletto e all'unica strada che si può seguire, quella della diversificazione. Gasbarro, che da anni collabora con Banca Mediolanum, ha alle spalle già due libri: uno scritto con il grande chef Niko Romito (“Apparentemente semplice”), uno proprio con lo storico patron di Mediolanum, Ennio Doris.